Bambino non vaccinato ammesso a scuola ma non in classe

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Bambino non vaccinato ammesso a scuola ma non in classe

Ora il piccolo Thomas (nome di fantasia, ndr), dopo chemio e trapianto, è costretto a rimanere a casa da scuola perché cinque bambini "no vax" della sua classe non sono vaccinati e, senza difese immunitarie, lui rischierebbe di morire. Una vicenda raccontata su Facebook da Oriana Maschio, medico di Castelfranco Veneto, le cui parole hanno subito sollevato una vera e propria bufera in Rete e sui social. Per la dottoressa, che ha appreso della vicenda da una collega, "il fatto è paradigmatico". "Siamo in un paese civile? - si chiede la dottoressa Maschio su Facebook - Siamo nel 2018 ed esiste ancora gente stupida che trova in politici imbecillì una voce". Per la dottoressa si tratta di un problema non facile da risolvere ma che deve essere affrontato dall'Asl. Il bambino, infatti, è immunodepresso e non può stare a contatto con bimbi non vaccinati.

Intanto il mondo politico interviene, proprio partendo dal 'Milleproroghè. Ettore Rosato (Pd), vice presidente della Camera, critica la probabile eliminazione dell'obbligo vaccinale previsto dalla cosiddetta legge Lorenzin.

Insistendo sulla tutela dei bambini a cominciare dagli immunodepressi, come il bimbo trevigiano, Iacomini annuncia che Unicef Italia vuole lanciare il progetto 'Proteggi un bambino. Proteggili tutti', una petizione rivolta al Governo e al Parlamento. Il piccolo non può andare a Scuola perché, fra i suoi compagni di classe, ci sono altri bambini non vaccinati che potrebbero mettere a repentaglio la sua Salute.

Sono quindi partite discussioni e battibecchi, fino a quando - secondo quanto riporta La Repubblica - la dirigente scolastica, Patrizia Chiesa Abbiati, ha deciso di chiamare i carabinieri, che hanno poi inviato una segnalazione alla Procura di Ivrea, per chiarire la situazione e registrare la posizione dei genitori del piccolo, nel frattempo riammesso in classe, che a loro volta hanno poi presentato un esposto.

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