Vaccini: il fronte delle Regioni contro il rinvio dell'obbligo


Vaccini: il fronte delle Regioni contro il rinvio dell'obbligo

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 Vaccini: il fronte delle Regioni contro il rinvio dell'obbligo

In particolare, la circolare precisa che "per i minori da 6 a 16 anni, quando non si tratta di prima iscrizione scolastica, resta valida la documentazione già presentata per l'anno scolastico 2017-2018".

"Tutto il mondo medico e scientifico si sta mobilitando contro il folle rinvio dell'obbligatorietà dei vaccini".

E ad alzare la voce sono pure i presidi: Mario Rusconi, presidente Anp Lazio, fa notare che con "l'approvazione dell'emendamento al decreto milleproroghe, dello scorso venerdì, rinvia di un anno l'obbligo vaccinale per l'iscrizione alla scuola dell'infanzia e agli asili nido", in pratica "i dirigenti scolastici, in meno di un mese, si sono visti modificare due volte le regole per l'iscrizione alla scuola dell'infanzia e degli asili nido". "Lavoriamo perché non passi in Parlamento, altrimenti siamo pronti a ricorrere alla Consulta, perché la Sanità non è una materia esclusiva di competenza dello Stato", afferma Antonio Saitta, coordinatore della commissione Salute della conferenza delle Regioni. Tutt'altro. "Ribadisco che i bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni - ha scritto Grillo - È stata sospesa per un anno una delle tre forme sanzionatorie previste dalla stessa legge, che prevede il non accesso dei bimbi non vaccinati agli asili nido e alle scuole materne".

È scontro tra maggioranza e opposizioni sulla proroga dell'obbligo vaccinale, contenuto in un emendamento al dl Milleproroghe, che dovrebbe essere approvato domani in Senato.

"Esprimiamo la nostra piena fiducia nel ministro e le assicuriamo il nostro sostegno, sapendo che potrà contare anche su tutti gli organismi tecnico-scientifici a sua disposizione per garantire le coperture vaccinali senza compromettere o ledere alcun diritto", prosegue Anelli. Intanto, oltre 22.000 firme per chiedere di "superare rapidamente l'obbligo vaccinale e le esclusioni dei bambini 0/6 anni dai servizi per la prima infanzia" verranno consegnate il 7 agosto alla ministra della Salute da due comitati spontanei nati rispettivamente in Trentino e in Alto Adige.

Piu' feroce la critica di Michele Anzaldi, deputato del Pd: "Di Maio e Salvini, se proprio vogliono continuare a prendere in giro gli italiani giochino con Tav, Tap, Flat Tax ma non con la vita dei bambini e delle persone piu' deboli e sfortunate". "Come Regioni chiediamo al governo di essere sentiti, perché serve una intesa con le Regioni". E poi la stoccata, commentando l'annuncio del ministro della Sanità, Giulia Grillo, di inserire i bambini non vaccinati in classi "in cui è assicurata la copertura vaccinale": per Lagalla, da medico prima ancora che da amministratore, "non è solo una discriminazione, ma è anche una totale sconoscenza delle modalità di diffusione infettiva".

Nel pomeriggio, con una stringata nota, esce allo scoperto anche l'assessore alla Salute, Ruggero Razza: "Sul tema delle vaccinazioni c'è sempre un confronto aperto con il ministero della Salute, particolarmente proficuo e serrato anche durante la crisi per i casi di morbillo che si sono manifestati in Sicilia alla fine della scorsa primavera. In questo modo si darà priorità a chi non può scegliere rispetto a chi può scegliere di vaccinarsi e decide di non farlo". E il presidente dell'Ordine dei medici di Palermo, Toti Amato, lo ha sostenuto: "La salute pubblica si basa sulle evidenze scientifiche e i vaccini sono un passo importante del progresso della medicina che oggi si continua a volere rimettere in discussione in nome di una libertà di scelta indiscriminata". Lo afferma su fb il ministro della salute Giulia Grillo. "Lanciamo un appello al Parlamento perché rispetti la scienza".

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