Turchia, banche italiane esposte per 16,8 miliardi di dollari. Bce preoccupata

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Turchia, banche italiane esposte per 16,8 miliardi di dollari. Bce preoccupata

(Aggiornato alle ore 16,43) - Il titolo Unicredit è tra i peggiori del Ftse Mib sin dalle prime battute della seduta. A pesare sui corsi azionari è la forte svalutazione della lira turca, che sta penalizzando tutto il comparto bancario europeo.

Sembra inoltre che Unicredit sia una delle banche europee più a rischio nel caso di crack assieme a BBVA e BNP Paribas (pure in forte calo sulle rispettive Borse, ossia Madrid e Parigi).

Rilevanti anche le esposizioni delle banche francesi con oltre 37 miliardi, seguite da quelle della Gran Bretagna con 18,7 miliardi, Stati Uniti con 17,7 miliardi e Germania 17,4 miliardi. "Le nostre relazioni con la Turchia non sono buone in questo momento!".

Alle 10,30 UniCredit perde 3,24% a 13,99 euro. In Turchia Unicredit è presente con Yapi Kredi, quarta banca privata con 788 sportelli e 365,1 miliardi di asset, espressi in lire turche (circa 53 miliardi di euro). La banca è consolidata a patrimonio netto e il suo contributo al conto economico è rappresentato dalla quota di utili realizzati.

Il contributo di Yapi è salito nel trimestre del 28% annuo a cambi costanti, percentuale che scende a -3,4% se si tiene conto della svalutazione della lira turca. Si tratta di meno del 2% dei ricavi del gruppo.

(Teleborsa) - Sempre più drammatica la giornata borsistica di Unicredit, a picco e sui minimi a Piazza Affari con una discesa del 5,81% a 13,62 euro.

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