Tour, Thomas in trionfo nel giorno di Dumoulin

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Tour, Thomas in trionfo nel giorno di Dumoulin

"E' qualcosa che non realizzo ancora, ci vorranno giorni e settimane", ha spiegato il gallese del Team Sky. Sono le parole di Geraint Thomas a margine dell'ultima tappa che lo ha visto arrivare sugli Champs-Élysées di Parigi in maglia gialla. "Come brinderò? A birra e champagne".

CICLISMO Bici Pinarello, guanti e casco gialli per Geraint Thomas nel giorno dell'incoronazione al Tour 2018.

La classifica generale ha così consolidato la posizione di leader di Geraint Thomas, pronto a sigillare la sua maglia gialla nella cronometro di domani in cui sarà ancora tra i grandi favoriti. Le maglie: lo slovacco Peter Sagan (Bora-Hansgrohe) vince per la sesta volta la maglia verde della classifica a punti con il record dei punti; il francese Julian Alaphilippe (Quick Step Floors) vince la maglia a pois della montagna; il francese Pierre Latour (Ag2R La Mondiale), 24 anni, quella bianca dei giovani. È stata una bella pedalata, godetevela fino alla fine. Il pilota del Team Sky è infatti arrivato terzo dietro a Tom Dumoulin, ma continua a guidare l'olandese di un minuto e 51 secondi. Oggi era il più forte e la sua vittoria è meritata perché andava fortissimo in discesa. Siamo però al termine di una grande corsa a tappe e tutti i valori potrebbero essere ribaltati anche se questo Froome sembra essere in grande difficoltà come ha dimostrato sul Col du Portet e sull'Abisque mentre l'ex saltatore con gli sci sta davvero volando come ha fatto capire ieri in discesa vincendo l'ultimo tappone pirenaico. Il britannico del Team Sky, seduto sul posto del primo classificato, insieme al rivale della Sunweb, è stato protagonista di una scena divertentissima. Froome che anche oggi ha sofferto in corsa, è sceso giù dal podio. Oggi avevo le gambe, dovevo usarle e rischiare sia in salita che in discesa. Nico era alla radio e mi ha detto di assicurarmi di vincere il tour, senza però rischiare nulla. Quando arriva il responso, Tom si scusa quasi col suo avversario che gli sorride e lo abbraccia.

E così per non dover cantare "e perderò così anche quest'ultima occasione che mi dai / e sarà tardi quando cercherò di te", Roglic prova a planare senza paracadute verso Laruns. "Non pensavo che il percorso fosse troppo tecnico ma poi ad ogni curva sembrava una virata di 180 gradi. Mi sentivo bene e ho iniziato a prendere ogni curva in modo lento". Ma assolutamente meritato per la capacità del britannico di resistere agli attacchi e di mantenere la lucidità necessaria nei momento decisivi, tutti superati brillantemente anche grazie all'assenza di imprevisti: lo scorso anno una caduta lungo la tappa sull'Etna gli costarono le chance di podio al Giro d'Italia.

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