"Nobel" della matematica, lo vince l’italiano Figalli


"Nobel" della matematica, lo vince l’italiano Figalli

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Una malattia sconosciuta e senza nome su cui i ricercatori dell'Unità Operativa Malattie Rare del Gaslini si erano messi sulle tracce 5 anni fa dopo la misteriosa morte di due gemellini. Nel 2017 ha vinto il premio per la matematica e la fisica dell'Issnaf (Italian Scientists and Scholars in North America Foundation).

E il caso di Figalli non fa eccezione.

Alessio Figalli è fortemente appassionato allo studio dell'analisi matematica.

Anche in meteorologia appare lo studio del trasporto ottimale di particelle, infatti se una nuvola deve spostarsi, le particelle che compongono la nuvola seguiranno nel tempo un trasporto ottimale. "Dedico la Medaglia Fields anche a questo ambiente e alle persone che hanno contribuito a formarmi".

20 anni, mille progetti e il resto della vita per realizzarli.Scrivere è diventata una passione dal primo tema in cui ho preso 'ottimo' alle elementari. da cocca della maestra a giornalista direi che è un bel salto di qualità!Adoro il rosa e l'autunno, non vivo senza caffè e senza penna.Una frase che mi rappresenta? Il re acconsentì a darle tanta terra quanta ne potesse contenere una pelle di bue. "Per farlo, uso la teoria del trasporto ottimale", spiega Figalli. Cioè fisso la lunghezza della corda e mi chiedo qual è l'area massima che posso racchiudere dentro la figura che faccio descrivere oppure fisso l'area che voglio racchiudere e cerco la lunghezza minima della corda che la racchiude. Un talento a più sfaccettature quindi, un verso e proprio prisma. Il suo percorso scientifico nasce a Pisa, in particolare con la formazione alla Scuola Normale dove lavora tra gli altri con Luigi Ambrosio, altro grande matematico italiano, a sua volta allievo di Ennio De Giorgi. "E' la dimostrazione che le lingue classiche preparano a 360 gradi".

Unico merito dell'Italia, in tutta questa storia, è stato quello di aver preparato e fornito i giusti strumenti di realizzazione professionale al giovane Alessio, che ha completato i suoi studi alla Normale di Pisa. "Ma c'è un problema che spero di risolvere presto, cioè che io e mia moglie riusciamo a vivere nella stessa città" ha commentato a caldo l'italiano.

Carriere del genere, rimanendo nel nostro Paese, sarebbero forse impensabili. E questo non solo nella fascia d'età 25-64 anni, ma anche tra i più giovani, segno che la preferenza accordata alle facoltà umanistiche non è un retaggio del passato, ma continua ancora oggi. Serve una mente "plusdotata"? Durante gli studi a Teheran ricorda di essere rimasto affascinato dai volti dei matematici che avevano già ricevuto questo premio e di essersi chiesto se li avrebbe mai potuti conoscere.

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