Neonate morte di pertosse a Bergamo | Burioni: "Casi in aumento"

Share

Neonate morte di pertosse a Bergamo | Burioni:

"Esprimo la mia vicinanza, e a nome del presidente Fontana quella dell'intera Giunta regionale, alle famiglie delle due neonate di un mese decedute al Papa Giovanni XXIII di Bergamo colpite dal virus della pertosse". E precisa: "Fino agli anni 90 contro la pertosse abbiamo usato un vaccino estremamente efficace che era però gravato di alcuni effetti collaterali rari, ma non trascurabili". Le loro madri, riporta sempre il quotidiano, una italiana e residente vicino a Treviglio e l'altra di origine romena, residente nel Cremasco ma che gravita nella Bergamasca, avevano avuto una gravidanza senza problemi ma, come è emerso dagli accertamenti medici, "nessuna delle due era vaccinata per la pertosse" né si era sottoposta di recente a "una profilassi protettiva contro questa malattia". Il guaio è notevole in quanto la pertosse è pericolosissima per i bambini molto piccoli; inoltre, siccome l'immunità contro questa infezione è sempre molto debole, le madri non riescono a trasmettere ai loro figli una quantità adeguata di anticorpi durante la gravidanza: alla nascita i neonati saranno quindi estremamente vulnerabili. Da quel momento si è passati a "un vaccino detto "acellulare" che è sicurissimo, ma meno potente". Infine e' opportuno che i fratelli, i parenti, il padre si sottopongano ad un richiamo del vaccino, in modo da rendere impossibile che il batterio della pertosse, dopo averli infettati, arrivi nella gola del neonato.Insomma, dobbiamo creare una 'zona di sicurezza' intorno al neonato dove il batterio non possa stabilirsi. Naturalmente - conclude - questa zona di sicurezza e' vanificata se il bimbo frequenta un asilo nido dove gli altri bimbi non sono vaccinati. "Per questo e' molto importante che tutti vengano vaccinati, in modo da non consentire la circolazione di questo pericoloso batterio".

Le malattie prevenibili con vaccino si possono diffondere indipendentemente dal livello di igiene.

La pertosse ancora oggi infetta ogni anno più di 15 milioni di persone nel mondo: la stragrande maggioranza però nei Paesi in via di sviluppo, dove il tasso di vaccinazione è decisamente inferiore.

I vaccini interagiscono con il sistema immunitario senza causare la malattia ed esponendo le persone al rischio di complicazioni. In questo caso i vaccini non c'entrano, nel senso che la copertura garantita in età pediatrica con l'età viene mano a mano a mancare e, per ripristinarla, occorre sottoporsi a dei richiami.

Non ci sono prove di un legame tra il vaccino contro morbillo-parotite-rosolia e questa malattia.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.