Maldini torna al Milan: "Convinto dal progetto della nuova proprietà"

Share

Maldini torna al Milan:

Oltre quarant'anni di storia rimessi lì, al proprio posto. Ieri - nel segreto più assoluto - l'allergia verso i giornalisti è l'unica cosa che unisce la vecchia proprietà alla nuova - Gordon Singer, il figlio del fondatore Paul, ha avuto il suo primo contatto col mondo rossonero: Milanello, Casa Milan, colloqui col presidente Paolo Scaroni (che ha confermato che per l'ad "non c'è urgenza, ne riparleremo dopo le vacanze"), e in serata Rino Gattuso, che in Usa è parso ancora non del tutto rassicurato.

Il tanto atteso ritorno di Paolo Maldini al Milan è finalmente realtà. Ho parlato sia con Leo sia con Elliott che mi hanno esposto il progetto. Leonardo è stato fondamentale, le persone fanno la differenza.

Ha manifestato la voglia di imparare da dirigente, di esserci vicino. Avrò anche fare con prima squadra - ha spiegato l'ex Capitano rossonero -, settore giovanile, mercato, allenatore: i compiti e le mansioni sono uguali tra me e Leo.

Maldini esalta poi la figura di Gattuso: "Lui non è mai sereno, è peggiorato (ride, ndr), ci siamo noi a renderlo sereno". Non ci è concesso sognare giocatori di questo valore. Non ci saranno spese pazze per questioni di Fair play finanziario. La proprietà vuole tenere il club per un periodo medio-lungo e anche questo è stato decisivo per il mio sì. "Adesso che lo sono, però, sono molto contento". I risultati sono chiari: veniamo da due sesti posti, cercheremo di migliorare la squadra. Dobbiamo ripristinare il senso d'appartenenza, la fedeltà e il fatto di lottare per un obiettivo comune. La società di via Aldo Rossi ha deciso così di fare le cose in grade in vista della presentazione, che si terrà domani alle 16.30 a Casa Milan. Il mio rapporto coi tifosi è stupendo: mi amano e me l'hanno sempre dimostrato. "Per me quello che è successo è dimenticato", ha detto Maldini in merito al suo rapporto con una parte della curva del Milan che in occasione del suo addio al calcio nel 2009 lo contestò. Per il resto la rosa è praticamente identica ed i movimenti delle altre squadre dicono che ad oggi difficilmente riusciremmo a rientrare in champions league. "Mi concentrerei sui nostri obiettivi". In prospettiva Caldara è da Nazionale. L'organigramma vede formalmente Leonardo suo superiore, ma le gerarchie hanno davvero l'aria di contare nulla. Donnarumma? Credo lui sappia di poter essere un simbolo. I motivi della sua scelta li ha citati proprio Leo: "Paolo rappresenta tutto in questa società, Paolo rappresenta una credibilità, rappresenta l'impegno, la sua carriera è stata fatta come conosciamo, Paolo rappresenta la storia vincente di questa società, suo padre, è tutto insieme". Si può spendere quanto si incassa.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.