Lavoro, il Governo dichiara guerra al caporalato


Lavoro, il Governo dichiara guerra al caporalato

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Lavoro, il Governo dichiara guerra al caporalato

Appare interessante tutta la panoramica che giunge da nord a sud del Paese circa l'applicazione specificamente del nuovo articolo 603 bis del codice penale. Tutti e 16 i braccianti morti nei due incidenti stradali potrebbero aver lavorato in condizioni disumane, come quelle che portarono alla morte di Paola Clemente, la 49enne bracciante di San Giorgio Jonico stroncata nel 2015 da un malore mente era al lavoro nei campi della provincia di Bari. Morirono come topi dentro una galleria invasa dal fumo dopo un incendio...

Perché questi ricordi che sono anche ricordi di esperienze personali e di persone che ho avuto l'onore di conoscere?

"Per quanto riguarda il fenomeno del caporalato dobbiamo rafforzare gli strumenti di controllo e prevenzione e introdurre misure di sostegno al lavoro agricolo di qualità" ha concluso il Presidente del Consiglio. "Vanno aggrediti i patrimoni dei mafiosi che campano di caporalato e di sfruttamento dell'immigrazione clandestina".

Il caporalato, prima della legge contro il caporalato del 2016, era già punibile in base al codice penale e in particolare all'articolo 603-bis (Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro).

Dello stesso avviso il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio che ai microfoni di Radio 24 ha fatto sapere di stare pensando a "un provvedimento urgente per un concorso straordinario per ispettori del lavoro, perché lo Stato oggi non riesce a controllare, con poche centinaia di ispettori" milioni di situazioni e di imprese. Grazie all'assenza dello Stato. A organizzarlo ci vuole poco. Agosto 2012, l'Italia va a a fuoco sotto la cappa dell'anticiclone africano e chi lavora in campagna soffre fatiche indicibili, anche se è nato vicino all'equatore. Da qui la paga da fame a chi raccoglie i pomodori e l'assenza di tutele. Il caporale, per suo conto, invece può guadagnare cifre notevolissime, tutto sta nel numero di poveretti che gestisce.

Facendo sì che aziende e lavoratori del settore possano affidarsi a intermediari leciti o addirittura pubblici, come i centri per l'impiego. In questo senso, è lodevole l'iniziativa di Slow Food, da sempre in prima linea nella lotta allo sfruttamento ed al caporalato, che ha chiesto al Governo la dichiarazione in etichetta del prezzo all'origine, così da mettere il consumatore nelle condizioni di decidere se premiare la convenienza o le filiere virtuose. Anche da queste parti circolano furgoni sgarrupati che raccolgono in punti stabiliti i giovani migranti, per impieghi a giornata.

Lo dice il Quarto rapporto su agromafie e caporalato dell'Osservatorio Placido Rizzotto di Flai Cgil, all'interno del quale troviamo un altro dato significativo: il lavoro dei migranti è indispensabile per l'agricoltura italiana.

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