Il Papa: idoli chiedono sangue, l'economia sacrifica vite

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Il Papa: idoli chiedono sangue, l'economia sacrifica vite

L'attaccamento a un oggetto o a un'idea rende ciechi all'amore.

Conclude infine Papa Francesco la sua Udienza: "Per amare davvero bisogna esseri liberi dagli idoli perchè gli idoli ci rubano l'amore".

Al posto dell'amore, per Dio o per i propri figli, è l'oggetto, la gratificazione individuale ed effimera, a divenire il fulcro della realizzazione personale, il medium per la soddisfazione di una persona che trascura lo spirito per la materia. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

In un mondo afflitto dallo svilimento dei valori, in un mondo che "offre il 'supermarket' degli idoli, che possono essere oggetti, immagini, idee, ruoli", l'uomo è sempre più tentato di specchiarsi in un lago simile a quello che costò la vita a Narciso.

Anche la preghiera può diventare un idolo. Sono andato, camminando, e ho attraversato un parco, bello. "I tarocchi. Andavano lì 'a pregare' l'idolo". "Cosa si faceva? Andavano a pregare l'idolo". Questa - ha aggiunto - "è un'idolatria".

Quanti di voi siete andati a vedere le carte per vedere il futuro? Quanti di voi siete andati a leggere le carte per vedere il futuro, invece di pregare il Signore?

Nel bel mezzo delle polemiche politiche, delle accese discussioni riguardo alle azioni di leader nazionali europei e non solo, dei problemi legati ai rapporti con le conferenze episcopali nazionali caratterizzati dalla volontà di dare un taglio netto agli scandali che investono uomini di fede, come nel caso dell'accettazione della rinuncia da membro del Collegio Cardinalizio dell'influente cardinale americano Theodore McCarrick, l'arcivescovo emerito di Washington accusato di abusi su minorenni, il discorso del pontefice si centrato sul tema dell'idolatria, commentando il primo comandamento del decalogo "non avrai altri dei al di fuori di me".

"In realtà è una proiezione di sé stessi negli oggetti o nei progetti", aggiunge il Papa.

Ecco allora l'inizio della seconda fase: "Non ti prostrerai davanti a loro".

"Gli idoli schiavizzano", prosegue Francesco, "promettono felicità ma non la danno, e ci si ritrova a vivere per quella cosa o per quella visione, presi in un vortice auto-distruttivo, in attesa di un risultato che non arriva mai. Non è cattivo truccarsi, ma normalmente, non per diventare una dea". La bellezza, poi, chiede sacrifici umani. Gli idoli chiedono sangue. Stesso destino offre il denaro, il quale "ruba la vita e il piacere porta alla solitudine". Le strutture economiche sacrificano vite umane per utili maggiori. "Pensiamo a tanta gente senza lavoro". Perché? Perché a volte capita che gli imprenditori di quell'impresa, di quella ditta, hanno deciso di congedare gente, per guadagnare più soldi. "E si rovinano vite, si distruggono famiglie e si abbandonano giovani in mano a modelli distruttivi, pur di aumentare il profitto". Anche la droga è un idolo - ammonisce -. "Quanti giovani rovinano la salute, persino la vita, adorando quest'idolo della droga". "Si può crescere in una famiglia nominalmente cristiana ma centrata, in realtà, su punti di riferimento estranei al Vangelo".

"Il Dio vero non chiede la vita ma la dona - ha sottolineato -. Il Dio vero non chiede la vita ma la dona". "Qual è il mio idolo? La concretezza del Dio vero contro la liquidità degli idoli".

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