Il governo vuole rottamare gli 80 euro di Renzi in busta paga

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Il governo vuole rottamare gli 80 euro di Renzi in busta paga

Altre risorse arriveranno dal riordino delle agevolazioni fiscali e dagli introiti della pace fiscale che ieri, fonti governative, hanno escluso verrà estesa ai grandi evasori.

Bonus da rivedere o da rottamare?

Il bonus sarà azzerato, e dirottato sulla flat tax: con i soldi risparmiati dal taglio sarà possibile finanziare il primo modulo della flat tax per le persone fisiche.

Addio al bonus degli 80 euro di Renzi. Il premier ha ribadito a Palazzo Chigi che "non sarà una manovra scriteriata". Introdotto nel 2016 dall'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi, il bonus da 80 euro lordi al mese era destinato ai lavoratori dipendenti sotto i 26 mila euro di reddito l'anno: costa 9 miliardi di euro l'anno e finisce nelle tasche di 11 milioni di contribuenti.

Giovedì il vice ministro all'Economia Massimo Garavaglia ha spiegato a Radio 1 Rai che "è molto meglio avere una riduzione strutturale delle tasse piuttosto che un bonus che resta sempre appeso" aggiungendo però: "Non si tolgono gli 80 euro, vengono messi come riduzione fiscale anziché come esborso". Miliardi che ora potrebbero essere usati diversamente.

Il Governo smentisce l'abolizione del bonus Renzi per finanziare la flat tax, anche se dalle parole del Ministro Tria sembrava essere questo il piano che il Governo pensava di attuare con la Legge di Bilancio 2019. Inoltre, crea problemi al momento dei conguagli, perchè molte persone sono costrette a restituirlo in tutto o in parte per aver superato il tetto di reddito.

L'idea sarebbe di definire da subito, "con la legge di bilancio del 2019, ma triennale, il percorso dei tagli fiscali sulle famiglie per l'intero arco della legislatura". Sia la Lega sia il Movimento sarebbero decisi a varare gli sgravi per famiglie e imprese per dare un segnale di cambiamento anche se sulla copertura della manovra fiscale ci sono ancora delle distanze.

No all'aumento anche parziale dell'Iva, sì a quota 100, e naturalmente flat tax e reddito di cittadinanza. Fra i ministri "ci sono differenze - scrive ancora il Corsera - sulla linea da tenere con la Ue nel negoziato per ottenere la possibilità di fare un deficit un po' più alto". Salvini e i suoi sono prontissimi allo scontro, mentre Di Maio appoggia la linea di Tria della "compatibilità".

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