Grandi opere, Di Maio rassicura "Con Salvini ci capiamo al volo"

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Grandi opere, Di Maio rassicura

Il ministro dell'Interno, Salvini, replica a Di Battista che ieri aveva sollecitato il M5S a dire No a Tap&Tav definendole opere inutili. E ancora: "Strade sicure, ferrovie, scuole, ricerca, università, bonifiche anti-dissesto idrogeologico, energia pulita".

Fin qui l'articolo della Bbc non aggiunge nulla di nuovo a quello che già sappiamo e che quotidianamente possiamo leggere sulla nostra stampa, ma l'analisi si fa più interessante quando cerca di spiegare le ragioni di un successo e di un consenso, quello di Salvini, davvero senza precedenti.

Fra i sistemi di gasdotti più complessi mai realizzati al mondo, copre quattro mila chilometri, (550 chilometri in Grecia; 215 chilometri in Albania; 105 chilometri nell'Adriatico e 8 chilometri in Italia). "Gli strumenti per la repressione ci sono, quelli per la prevenzione vanno rafforzati subito". Questi sono gli investimenti che L'Italia aspetta'. "La Tav - spiega Rixi - è un'opera transfrontaliera". La discussione sulla Legge Mancino non c'è nel contratto di Governo. L'esame spetta al governo, che dovrà valutare la convenienza costi-benefici. Infine, interrogato sulle distanze tra M5s e Lega risponde: "Ci sono sensibilità diverse ma abbiamo definito nel dettaglio l'azione di governo prima di partire proprio per procedere in modo coeso". L' "emergenza" è far pagare meno tasse (ribadita la volontà di "stracciare" le cartelle esattoriali di Equitalia, che stanno "tenendo in ostaggio milioni di italiani"), far lavorare più ragazzi e far sbarcare meno clandestini: ha rimarcato Salvini. E in vista del tavolo sull'occupazione Ilva di oggi, Di Maio ha sottolineato come "mi hanno lasciato anche la trattativa sindacale" e "mi dicono che Di Maio deve decidere in due mesi quello non fatto in 6 anni".

Intanto in Senato è scattato l'ostruzionismo, in particolare da parte del Pd: le commissioni Finanze e Lavoro dopo una intera giornata sono riuscite a votare appena un centinaio degli oltre 700 emendamenti al decreto dignità che saranno comunque tutti respinti (non ci sono nelle commissioni problemi di numeri, lo scarto medio è di almeno 10 voti).

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