Gaia Trimarchi, la bimba romana morta nelle Filippine per una medusa

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Gaia Trimarchi, la bimba romana morta nelle Filippine per una medusa

Una vacanza in famiglia da sogno nell'isola paradisiaca Caramoan è diventato un incubo per la famiglia Trimarchi originaria di Roma, dopo che la figlia di 7 anni è morta a causa di una puntura di medusa durante un tour da un'isola all'altra. Una vicenda straziante, che ha trasformato quei giorni di vacanza in un incubo dal quale sarà durissimo svegliarsi. Dalla casa di famiglia di Muntinlupa City dove la piccola italofilippina Gaia è stata vegliata dai familiari prima dei funerali, sua madre, Manette Trimarchi, lancia un grido di dolore e di denuncia per una morte che poteva essere evitata. Momenti concitati, disperati con la corsa verso la terra ferma. Nessuno ci ha detto che la zona è infestata da quella specie di meduse, non c' erano divieti di alcun genere. La mamma ha sentito il suo urlo di dolore e ha visto la gamba della figlia diventare rapidamente viola. La tv riferisce che ci sono voluti circa 40 minuti prima che la bambina arrivasse nel più vicino ospedale, dove però non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Lo ha reso noto la dottoressa Minerva Aguirre, uno dei medici curanti dell'ospedale: "Le sue pupille erano dilatate, i suoi segni vitali erano spariti". La sua "strisciata" è dolorosissima e provoca un'intensa sensazione di calore. Dopo l'attacco è essenziale curare la ferita con aceto perché neutralizza il veleno e riduce l'impatto. Decisamente inusuale la sua presenza nei mari europei. La piccola Gaia è stata punta da una medusa mentre raccoglieva conchiglie. Quando le meduse nuotano i tentacoli si contraggono sino a 15 centimetri, quando invece stanno cacciando i tentacoli si assottigliano e si allungano fino a 3 metri. E' il caso della Velella velella o, più comunemente, Barchetta di San Pietro, specie di medusa piuttosto diffusa nel Mare nostrum e dal caratteristico colore blu. E così è stato per la piccola Gaia, nuotatrice di talento nel dorso e nella rana, che aveva gareggiato anche a primavera nei campionati regionali per il circolo Fitness Sporting Club 2016 al Portuense. Pericolosità dovuta alle migliaia di cellule velenifere che si trovano appunto lungo i tentacoli.

Il veleno della cubomedusa, infatti, ha un effetto letale.

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