Foodora lascia l'Italia e si mette a cercare un compratore

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Foodora lascia l'Italia e si mette a cercare un compratore

"Saremo costretti ad abbandonare l'Italia". "Pura coincidenza? Con le norme non si crea lavoro, ma lo si può sicuramente distruggere e, purtroppo, questo potrebbe essere solo l'inizio", scrive su Facebook Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati. Almeno ufficialmente l'uscita di Foodora dall'Italia (ma anche dall'Australia, dall'Olanda e dalla Francia) è motivata dalla necessità di puntare su mercati in magg-iore crescita che garantiscono migliori condizioni di sviluppo.

Foodora lascia l'Italia. L'impresa tedesca con sede a Berlino ha deciso di rivolgersi ad altri compratori, in nuove piazze, per via dei molti ostacoli e del poco margine di guadagno che l'impresa avrebbe ottenuto proprio nella nostra penisola.

Ha dichiarato il coofondatore Emanuel Pallua: "La strategia di Delivery Hero è quella di operare in modo economicamente efficiente, con focus su crescita e posizione di leadership in tutti i mercati in cui opera". "Siamo consapevoli dei risultati raggiunti finora per cui stiamo valutando possibili acquirenti". Questo annuncio non ha conseguenze sul servizio e sulle modalità con cui operiamo. Polemiche che sembravano essersi attenuate a luglio, dopo la pubblicazione di una Carta dei Valori sottoscritta dalle principali aziende di Food Delivery italiane in base alle indicazioni del ministro e capo politico dei 5 Stelle. Troppa la concorrenza dei principali avversari: Uber Eats, Menulog e Deliveroo.

Le divergenze tra la costituenda AssoDelivery e Foodora riguardano anche i rapporti contrattuali. Divero i caso australiano dove, a partire dal 20 agosto, i rider di Foodora spariranno dalle strade. Inoltre, come riporta il Sole 24 Ore, Delivery Hero non riuscirà a raggiungere il break even (il punto di pareggio in cui i costi sono uguali ai ricavi) a livello mensile entro il 2018 e quello annuale nel 2019. E il titolo ha già perso fino all'8% alla Borsa di Francoforte. Strategia da mettere in atto attraverso cinque step: "Acquisizione di hipMenu, marketplace per il food delivery in Romania con posizione di leadership in molte città e un forte gruppo di manager; acquisizione di iFood in Argentina per rafforzare la posizione di leadership in quel mercato; investimento di 51 milioni di euro in Glovo, la piattaforma di consegna basata in Spagna e attiva in Spagna, Italia, Francia e molti altri mercati, per rendere Delivery Hero il più grande azionista di minoranza; disinvestimento dalle operations in Brasile in favore di iFood; disinvestimento pianificato delle operations in Austrialia, Francia, Italia e Olanda".

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