Febbre del Nilo, un altro morto per il virus

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Febbre del Nilo, un altro morto per il virus

Dall'inizio di giugno fino a ieri, sempre secondo il monitoraggio regionale, sono stati registrati in Veneto in tutto 19 casi di febbre da West Nile. "A preoccupare di più sono i pazienti già fragili, con una cardiopatia o problemi respiratori".

L'infezione da West Nile è asintomatica nella maggior parte dei casi.

Le manifestazioni iniziali sono subdole: febbre sopra 39, mal di testa, stato confusionale o soporoso.

A tranquillizzare rispetto ai nuovi casi da Febbre del Nilo Occidentale verificatisi in Italia è infatti Zeno Bisoffi, alla guida del Dipartimento di malattie infettive e tropicali dell'Ospedale Sacro Cuore di Negrar, che sottolinea: "anche in quest'anno molto particolare, l'influenza avrà fatto probabilmente alla fine del 2018 molti più danni della West Nile, eppure non fa notizia".

"Alla gente - è l'appello di Coletto - chiediamo non paura ma attenzione e collaborazione, perché anche semplici comportamenti singoli sono importantissimi, come proteggersi con uno dei tanti efficaci repellenti disponibili ed evitare accumuli d'acqua stagnante nei giardini e nei sottovasi di fiori, dove le zanzare depongono le uova e proliferano". Risulta invece confermato un caso di malattia da virus West Nile in una persona residente nel Distretto di Mirandola. Da alcuni anni la regione Emilia-Romagna ha attivato un sistema di sorveglianza sulla circolazione nei nostri territori del virus responsabile della West Nile Disease per verificare la presenza di questo agente patogeno nelle zanzare e negli uccelli (dove il virus si moltiplica), nei cavalli e nell'uomo (che possono venire infettati occasionalmente a seguito di punture). Altri mezzi di infezione documentati, anche se molto più rari, sono trapianti di organi, trasfusioni di sangue e la trasmissione madre-feto in gravidanza. Va comunque specificato che la febbre West Nile non è trasmissibile da persona a persona attraverso il contatto con soggetti infetti. Inoltre, il virus può infettare anche alcuni mammiferi, soprattutto equini, ma in alcuni casi anche cani, gatti, conigli. Per quanto riguarda i sintomi, invece, l'Istituto superiore di Sanità avverte che "la maggior parte dei soggetti infetti non ne mostra alcuno. Fra i casi sintomatici, circa il 20% presenta avvisaglie leggere, spesso sottovalutate: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei". Nei bambini, per esempio, è più frequente una febbre leggera, nei giovani la sintomatologia è caratterizzata da febbre mediamente alta, arrossamento degli occhi, mal di testa e dolori muscolari. Alcuni effetti neurologici possono essere permanenti. Nei casi più gravi (circa 1 su mille) il virus può causare un'encefalite letale. In alternativa la diagnosi può anche essere effettuata attraverso Pcr o coltura virale su campioni di siero e fluido cerebrospinale.

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