Etruria, annullate le multe Consob agli ex vertici

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Etruria, annullate le multe Consob agli ex vertici

La Corte d'Appello di Firenze ha annullato le sanzioni inflitte l'anno scorso da Consob a ex sindaci e amministratori di Banca Etruria per le supposte mancanze contenute nel prospetto informativo dell'aumento di capitale eseguito nel 2013 per rafforzare il patrimonio dell'istituto, successivamente posto in liquidazione coatta amministrativa (insieme a Banca Marche, CariChieti e CariFerrara) nel novembre 2015. I giudici hanno così confutato la tesi che divenne, durante la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle banche, uno dei maggiori punti di attrito fra Consob e Banca d'Italia.

Lo stesso Vegas aveva invece detto pubblicamente e ribadito nel procedimento sanzionatorio, che Consob aveva ricevuto i documenti di Bankitalia solo nel 2016 e solo dopo la risoluzione della banca. La sentenza ribalta le posizioni poichè è stato dimostrato che quando Consob ha autorizzato la pubblicazione del prospetto sull'aumento, era pienamente consapevole dello stato di difficoltà in cui versava la banca.

Uno scarso coordinamento e obiettivi diversi (stabilità contro trasparenza) dunque, poi risolto con la stipula di nuovi accordi fra le due Autorità e che fu stigmatizzato dai parlamentari e nella relazione conclusiva dei lavori della Commissione d'inchiesta.

Numerose segnalazioni, già a partire dal 2013, in cui Bankitalia informava Consob della situazione su cui verteva Banca Etruria e sulla necessità di intervenire in quanto l'Istituto di credito non era "più in grado di percorrere in via autonoma la strada del risanamento".

È stata la Corte d'Appello di Firenze ad annullare gran parte delle sanzioni imposte dalla Consob ai danni di Banca Etruria. In sostanza, si legge nella sentenza, essendo Consob informata che "Banca Etruria era sull'orlo del commissariamento a meno che non si fondesse con una banca più grande o si riteneva il prospetto pubblicato pochi mesi prima "falso e fuorviante", ma allora Consob "doveva cominciare subito l'indagine", "oppure - proseguono i giudici - si accertava che il prospetto aveva rappresentato correttamente al pubblico degli investitori la situazione economica dalla banca emittente, ma allora non si poteva irrogare alcuna sanzione". Inoltre il rapporto ispettivo di Banca d'Italia su Bpel "era sicuramente conosciuto da Consob quantomeno a febbraio 2014" e "Banca d'Italia ha sicuramente trasmesso a Consob i risultati dei propri accertamenti ispettivi del 2013" a inizio dicembre 2013. "Di più Banca d'Italia non poteva dire a Consob", affermano i giudici.

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