Di Maio: non possiamo però dimenticarci cosa ha fatto la Bekaert

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Di Maio: non possiamo però dimenticarci cosa ha fatto la Bekaert

Infine, il ministro ha affidato il suo pensiero a Facebook, con un breve ma intenso post: "La Bekaert è una delle troppe aziende che dopo aver preso i soldi dello Stato ha deciso di chiudere, licenziare e andarsene".

"Per la Bekaert pensiamo all'ingresso di Invitalia, alla compartecipazione di uno strumento che è dello Stato, insieme a un investitore privato", ha aggiunto Di Maio, che il 3 settembre incontrerà nuovamente i vertici della multinazionale.

A fine interventi, del Ministro e di alcuni lavoratori e rappresentanti sindacali, la Sindaca di Figline e Incisa, Giulia Mugnai, ha consegnato a Di Maio la maglietta della raccolta fondi che il Comune e altre realtà locali hanno organizzato per finanziare le manifestazioni e le iniziative dei lavoratori Bekaert (che serviranno a tenere alta l'attenzione sul caso).

Tutto questo con il Decreto Dignità non accadrà più.

Come Ministro dello sviluppo economico e del lavoro farò il possibile per risolvere le tante crisi aziendali stando sempre dalla parte dei lavoratori e degli imprenditori onesti. C'era il rischio che si spegnessero i riflettori su questa vicenda e quindi sono venuto qui in mezzo a loro perchè qui si deve andare avanti. "Ovunque avranno bisogno della presenza dello Stato, io ci sarò!". Il ministro del Lavoro è appena ripartito dalla Bekaert di Figline Valdarno (Firenze), dove ha promesso un decreto per la reintroduzione della cassa integrazione per cessata attività e si appellato agli investitori per salvare la fabbrica dal fallimento e dalla delocalizzazione. Per il vicepremier, "poi bisogna cambiare un sacco di cose a livello europeo, e lo faremo a partire da settembre, perché molte cose che lo Stato non può fare sono legate a una serie di leggi europei che non solo sono anacronistiche ma stanno continuando a svendere il futuro dell'Italia".

Lo stabilimento di Figline, ex Pirelli e passato alla multinazionale belga Bekaert nel 2014, verrà chiuso per spostare in Romania la produzione dei componenti d'acciaio per pneumatici che quei lavoratori hanno fino ad ora contribuito a sviluppare, lasciando senza lavoro più di 400 persone, considerando l'indotto, e gettando in ginocchio un'intera vallata. Apprezziamo che il Ministro si sia assunto il duplice impegno di garantire la cassa integrazione straordinaria entro i termini della procedura, come da noi richiesto con la proposta di decreto, e di lavorare per trovare un soggetto imprenditoriale credibile, un investitore che permetta ai 318 dipendenti di continuare a lavorare.

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