C'è un'italiana tra le 10 migliori cardiologhe del mondo

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C'è un'italiana tra le 10 migliori cardiologhe del mondo

La Cardiologia in rosa. Una disciplina, la branca della cardiologia in cui la Aranzulla eccelle, che è tradizionalmente considerata appanaggio maschile.

Lavora all'ospedale Mauriziano di Torino l'unica italiana tra le dieci migliori donne in Cardiologia Interventistica. I cardiologi interventisti subiscono l'esposizione radiologica, perché nonostante i sistemi di protezione, sono vicini alla fonte della radiazione, operando vicino al paziente.

"Tali caratteristiche sfavorevoli - spiegano -peggiorano con l'età delle pazienti e questi "riccioli" coronarici possono tendere numerose insidie anche all'interventista esperto". La Aranzulla lavora presso l'Ospedale Mauriziano di Torino. Al convegno in florida ha presentato una tesi che approfondiva il tema delle tortuosità coronariche, portando l'esempio di un'angioplastica su una paziente ultraottantenne.

"Questo evento lascia un segno nella storia dei congressi di Cardiologia Interventistica e inaugura una nuova era mostrando l'importanza del ruolo che le donne cardiologhe giocheranno nella nostra società", commenta il dottor Rajesh Dave, direttore del convegno internazionale. La dottoressa, in occasione del suo intervento, ha concluso la presentazione dicendo 'Perché ogni riccio può diventare un capriccio' e ha spiegato il nostro modo di dire alla platea facendo ascoltare 'La donna riccia' di Domenico Modugno.

Durante il Convegno nell'ambito del progetto "Donne interventiste al C3", oltre alle presentazioni scientifiche da parte di donne interventiste provenienti da tutto il mondo, sono stati trasmessi dal Mount Sinai Hospital di New York, casi dal vivo di interventistica coronarica e strutturale con équipe completamente femminili: dalla cardiologa interventista all'infermiera.

Donne che trattano le donne, per le quali le malattie cardiovascolari restano il killer numero uno.

Maria Rosa Conte, direttore della Cardiologia del Mauriziano esperta di Medicina di genere, si è quindi detta entusiasta per l'iniziativa americana. Ma non considero questo riconoscimento un traguardo.

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