1978, 40 anni fa moriva Paolo VI: fu l'anno dei 3 Papi


1978, 40 anni fa moriva Paolo VI: fu l'anno dei 3 Papi

Share

1978, 40 anni fa moriva Paolo VI: fu l'anno dei 3 Papi

Città del Vaticano - Al termine dell'Angelus in piazza San Pietro, Papa Francesco ha ricordato oggi che "quarant'anni fa il beato Paolo VI stava vivendo le sue ultime ore su questa terra". Il 21 aprile 1978 scrive la famosa lettera agli uomini delle Brigate rosse, davanti ai quali si inginocchiava per chiedere la liberazione del politico democristiano. Il 6 agosto 1978 era una domenica.

Giovanni Battista Montini, il Papa mite, di basso profilo, la cui grandezza si è scoperta col passare dei decenni, è nato a Concesio il 26 settembre del 1897.

Nella catechesi che ha preceduto l'Angelus, Papa Francesco è tornato a mettere in guardia i fedeli dalla "tentazione comune di ridurre la religione alla pratica delle leggi, proiettando sul nostro rapporto con Dio l'immagine del rapporto tra i servi e il loro padrone: i servi devono eseguire i compiti che il padrone ha assegnato, per avere la sua benevolenza".

Strano destino, quello di Paolo VI. E' stato prima criticato, poi contestato e infine semplicemente dimenticato, messo da parte senza tanti complimenti, bollato con definizioni particolarmente graffianti: "il Papa del dubbio", "Amleto", "Paolo Mesto". Viaggiò in Africa, America, Oceania e Australia, Asia, fin quasi alle porte della Cina. Tra le tante novità promosse da papa Montini, il documento conciliate Gaudium et Spes, la Populorum progressio, l'accorato appello alle Nazioni Unite per la pace dell'intera umanità e "lo sviluppo e il nuovo nome della pace". Non a caso fu lui, chiudendo il Concilio Vaticano II, a parlare di una Chiesa 'samaritana', più incline a 'incoraggianti rimedi' che a 'deprimenti diagnosi'.

"Una volta, parlando qui a Castello", Paolo VI di cui oggi ricorre il 40° dalla morte e che il prossimo 14 ottobre verrà canonizzato, "s'immaginò non già sulla cima di un monte, ma sul ponte di comando di una nave", ha ricordato questa mattina il vescovo di Albano, Marcello Semeraro, nell'omelia della messa celebrata a Castel Gandolfo. "Questo grande Papa della modernità, lo salutiamo con un applauso, tutti!", ma cade in questa data anche una delle ricorrenze più care ai cittadini romani, la Dedicazione della basilica di S. Maria Maggiore, detta popolarmente "Madonna della Neve". Grazie per la tua umile e profetica testimonianza di amore a Cristo e alla sua Chiesa! Egli, come 'vero pane della vita', non vuole soltanto saziare la fame del corpo ma anche quella dell'anima, attraverso il dono di un cibo che possa soddisfare il bisogno di verità dello spirito: "Per questo invita la folla a procurarsi non il cibo che non dura, ma quello che rimane per la vita eterna. Nelle sue annotazioni personali, il grande timoniere del Concilio, all'indomani della chiusura dell'Assise conciliare, scrisse: "Forse il Signore mi ha chiamato e mi tiene a questo servizio non tanto perché io vi abbia qualche attitudine, o affinché io governi e salvi la Chiesa dalle sue presenti difficoltà, ma perché io soffra qualche cosa per la Chiesa, e sia chiaro che Egli, e non altri, la guida e la salva".

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.