Usa,via a dazi per 34 lmd su import Cina

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Usa,via a dazi per 34 lmd su import Cina

Le ragioni sono tre: il presidente ritiene che lo squilibrio penalizza l'economia americana; danneggia i lavoratori di stati chiave per la sua rielezione come Pennsylvania, Ohio e Michigan; e favorisce il piano di Pechino per diventare il leader mondiale nella produzione dell'alta tecnologia entro il 2025, minacciando così supremazia e sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Nei mesi scorsi l'Amministrazione ha negoziato una soluzione, e la Repubblica popolare ha offerto di comprare più prodotti americani. La Cina ha detto che non avrebbe "sparato il primo colpo", assicurando che le contromisure sarebbero entrare in vigore a stretto giro dall'efficacia dei dazi Usa da 34 miliardi. "Quindi abbiamo 50 più 200 più quasi 300", ha detto Trump. Per ora colpiscono soprattutto apparecchiature industriali intermedie, per non far sentire il peso ai consumatori americani.

Ma da Washington sono in arrivo nelle prossime settimane nuovi dazi contro la Cina che potrebbero toccare complessivamente i 500 miliardi di dollari.

La crisi sta diventando globale, perché nel frattempo Trump ha imposto dazi anche contro i tradizionali alleati europei.

La guerra commerciale tra Usa e Cina è scattata a mezzanotte, fuso orario di Washington.

Il governo cinese ha puntualmente replicato con tariffe di rappresaglia sui prodotti made in Usa.

Un'ipotesi quest'ultima che non dispiace ad Alessandro Fugnoli, strategist di Kairos Partner, secondo cui "i margini per trovare un accordo ci sono tutti: l'Europa è più protezionista dell'America sulle auto ma è vero il contrario sui camion e sui Suv". Nei trasporti più che gli eredi Agnelli, che grazie alla lungimiranza di Sergio Marchionne hanno saputo costruire una robusta testa di ponte negli Usa rilevando e risanando Chrysler (che ha portato in dote il marchio Jeep) qualche grattacapo potrebbe avercelo Sergio Colaninno, visto che la sua Piaggio, controllata con oltre il 53% del capitale, negli States ha una quota del 19% nel mercato degli scooter, un mercato peraltro in calo ormai ininterrotto dal 2012. Il ministro del Tesoro Mnuchin spera di usarla solo per convincere Pechino a riequilibrare il deficit, senza danneggiare la buona crescita economica, che a giugno ha creato 213.000 posti di lavoro negli Usa. Il rappresentante per i commerci Lighthizer però la vede come una misura protezionistica di lungo termine, e sullo sfondo torna minacciosamente alla mente l'avvertimento del filosofo Frédéric Bastiat: "Dove non passano le merci, passeranno gli eserciti".

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