Thailandia, partita l'operazione di salvataggio dei baby calciatori nella grotta

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Thailandia, partita l'operazione di salvataggio dei baby calciatori nella grotta

Prosegue da due settimane e non sembra aver fine l'incubo vissuto da dodici ragazzini intrappolati nelle profondità della grotta Tham Luang insieme al loro giovane allenatore.

Tutti i ragazzi, assieme al loro allenatore, hanno avuto modo di scrivere qualche riga ai loro cari, con messaggi dal contenuto simile: rassicurazioni sulle proprie condizioni di salute, nostalgia, voglia di svago una volta liberati.

Immesso ossigeno per i ragazzi La possibile carenza di ossigeno era già un timore ieri, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi. Sono stati vani i tentativi di rianimarlo. Per quanto, non si sa: ogni ragazzino ha una maschera facciale a ossigeno, una muta resistente alle asperità delle rocce, guanti rinforzati per potersi tenere lungo la sagola, il filo di Arianna steso per quattro chilometri e che dovrebbe portarli fino all'ingresso principale delle cavità. "Non sono ancora in grado di immergersi", ha detto il governatore della regione Chiang Rai, in una conferenza stampa in cui era previsto anche il ministro dell'interno che però ha lasciato il sito delle operazioni.

La storia dei ragazzi rinchiusi in una grotta in Thailandia sta facendo il giro del mondo con diverse valutazioni che devono essere assolutamente fatte per cercare di capire come potrebbero andare le cose.

Il team di soccorritori nell'area circostante la grotta, nel nord della Thailandia.

Martedì 26 giugno sommozzatori della Marina erano riusciti a entrare nella grotta con bombole d'ossigeno e viveri, ma si erano dovuti fermare prima di raggiungere il gruppo a causa delle insufficienti condizioni di sicurezza.

Acquazzoni forti potrebbero forzare la mano dei soccorritori, se il livello dell'acqua - estratta costantemente con decine di pompe - all'interno dovesse tornare a salire. "Grazie - conclude - per tutto il supporto che ci state offrendo". Ad annunciare la morte per mancanza di ossigeno durante le operazioni di rifornimento del gruppo di giovani è stato il coordinatore dei soccorsi sul posto, il governatore Passakorn Boonyalak. Tra ossigeno in calo e minaccia meteorologica, la corsa contro il tempo è davvero serrata. Il cielo oggi è più gonfio di nuvole che mai. Il momento favorevole sarebbe dovuto all'assenza di piogge nelle ultime ore, nonostante la Thailandia si trovi nel mezzo della stagione dei monsoni.

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