Thailandia, 8 ragazzi in salvo Il mondo col fiato sospeso

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Thailandia, 8 ragazzi in salvo Il mondo col fiato sospeso

Sono iniziate quest'oggi le operazioni per far uscire i 12 ragazzi e il loro coach rimasti intrappolati da giorni nella grotta Tham Luang in Thailandia, in un reticolato di caverne sotterranee lungo sei miglia che si è riempito d'acqua dopo la caduta di piogge abbondanti. Lo ha specificato il responsabile dei soccorsi, Narongsak Osatanakorn, aggiungendo che comunque i ragazzi stanno bene e stamattina hanno chiesto di mangiare il piatto tipico thailandese "pad ka prao", ossia pollo e maiale al basilico dolce accompagnato da riso.

I soccorritori stanno continuando a lavorare senza sosta per portare in salvo gli altri quattro compagni. Gli altri nove componenti della squadra di calcio sono dentro la grotta. Lo riferisce il Guardian citando fonti tra i soccorritori. Nel salvataggio sono impegnati tredici sommozzatori specializzati stranieri e cinque thailandesi. I ragazzi dovrebbero restare qualche giorno in isolamento, anche dalle famiglie, per evitare infezioni. Le operazioni si sono svolte più velocemente rispetto alle previsioni del coordinatore dei soccorsi, Narongsak Ossottanakorn.

Gli altri otto ragazzi e l'allenatore ancora all'interno della grotta Tham Luang saranno riportati all'estero oggi per motivi logistici e una necessaria preparazione dell'equipaggiamento.

I loro famigliari, però, non sono ancora stati autorizzati a incontrarli. L'ufficiale ha confermato che oggi sono al lavoro gli stessi sub che hanno tratto in salvo i primi quattro ragazzi ieri. Si trovavano intrappolati nella grotta dallo scorso 23 giugno (vedi suggeriti). Contrariamente a quanto emerso prima dell'inizio delle operazioni di soccorso, i primi dei ragazzi ad essere usciti sono stati quelli "più deboli".

Immesso ossigeno per i ragazzi La possibile carenza di ossigeno era già un timore ieri, ed è causata dall'alto numero di soccorritori che si alternano nei cunicoli semi-sommersi per arrivare ai ragazzi.

L'unica vittima fino ad oggi è stato il sergente della Marina thailandese Saman Kunan, 38 anni, un ex Navy Seal, morto nella mattina di venerdì 6 luglio a causa della mancanza di ossigeno mentre era in immersione e stava cercando di tornare al centro di coordinamento delle operazioni nella grotta. Ci sono passaggi stretti 40 centimetri nei 2,8 chilometri che portano all'uscita, in cui i sub devono liberarsi delle bombole: in due accompagnano un unico ragazzo.

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