Si è dimesso anche Boris Johnson

Share

Si è dimesso anche Boris Johnson

Al posto di Hunt - completando il mini rimpasto imposto dalle dimissioni di Johnson e del ministro per la Brexit, David Davis - Theresa May ha designato come nuovo titolare del dicastero della Sanità il 39enne Matt Hancock, promosso di recente a ministro della Cultura: poltrona sulla quale viene a sua volta sostituito da stasera da Jeremy Wright, 45 anni, finora attorney general. Insieme a David Davis, nel governo britannico Johnson era tra i sostenitori della cosiddetta "hard Brexit", un'uscita del Regno Unito da tutti i trattati e da tutte le istituzioni europee compresi quindi anche il mercato unico e la libera circolazione delle persone.

Boris Johnson ha rassegnato le dimissioni da ministro degli esteri del governo britannico, diventando il terzo ministro in 24 ore a uscire dal governo in polemica con i piani di Theresa May su una Brexit "soft".

L'ex sindaco di Londra Boris Johnson ha lasciato la carica di ministro degli Esteri.

"La Brexit dovrebbe essere relativa a opportunità e speranza".

Entrambi i licenziamenti sono collegati ai disaccordi nel governo che si sono aggravati nei giorni scorsi per quanto riguarda l'approccio alla Brexit. Concessioni interpretate da diversi deputati della corrente dei falchi come un cedimento, ma su cui inizialmente la premier sembrava aver ricomposto una sia pur fragile unanimità in seno al gabinetto.

L'uscita di scena di Davis e Johnson rischia di essere l'inizio di un effetto domino in grado di mandare in pezzi l'esecutivo, la maggioranza e la compattezza del Partito Conservatore. Con tanto di scenario incombente di elezioni anticipate. Con molti osservatori che danno già per scontata una sfida imminente alla leadership Tory della May. Dal fronte dei "brexititeers", plausi al gesto "coraggioso e da uomo di principi" di Davis sono arrivati a tamburo battente da deputati come Peter Bone, Andrea Jenkyns e Harry Smith. Da quello dell'opposizione laburista di Jeremy Corbyn - indicata in corsia di sorpasso in caso di ritorno alle urne da un ultimo sondaggio pubblicato giusto ieri - si guarda invece apertamente a questo punto allo sbocco ravvicinato di un possibile nuovo voto entro pochi mesi.

Il primo ministro ha preso la decisione al termine di un incontro con altri membri del partito conservatore.

Né manca chi, dalla trincea dei 'remainer' più irriducibili, rilancia alla fine di tutto il processo anche lo scenario di un referendum bis sulla Brexit.

Share

Pubblicità



© Molisedoc. Tutti i diritti riservati.