Savona: "Uscita da euro? Teniamoci pronti"

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Paolo Savona ha poi spiegato il motivo dell'impennata dello spread che si è verificata dalla nascita dell'esecutivo guidato da Giuseppe Conte: "Quando abbiamo detto che l'Italia non vuole uscire dall'euro e intende rispettare gli impegni fiscali, queste affermazioni hanno rassicurato i mercati, ma lo spread resta elevato per via del debito pubblico ma soprattutto per come il governo intende realizzare il suo programma: soprattutto flat tax, reddito di cittadinanza e Fornero". "Ci sono delle analisi del rischio Italia che mostrano che nei mercati esiste il 'rischio di ridenominazione', ossia sui mercati si sconta una possibile situazione in cui l'Italia sia costretta a uscire dall'euro con l'introduzione di una nuova lira".

È necessario "essere pronti ad ogni evento", anche all'uscita dell'euro, e lo insegna "una delle case che ho frequentato, la Banca d'Italia". "La mia posizione è di essere pronti a ogni evenienza, non alla normalità ma al cigno nero". Si tratta di fatti imprevedibili ai quali solo a posteriori si cerca di dare un inquadramento razionale.

E ha annunciato: "Mi recherò da Draghi appena terminato questo incontro". Una posizione, quella dell'economista, che non rappresenta una sorpresa, anzi: si ricorderà che un mese e mezzo fa l'accordo di governo tra M5s e Lega ha rischiato di saltare proprio per il no del Colle al nome di Savona come ministro dell'Economia. In particolare, ha detto il ministro, la Banca centrale europea dovrebbe avere "pieni poteri sul cambio" e "pieno e autonomo esercizio di prestatore di ultima istanza", con uno statuto simile a quello di tutte le altre banche centrali. Quanto alle polemiche che hanno preceduto la sua nomina Savona si è limitato a dire: "Dal momento che sono stato delegittimato dai media ho cercato legittimazione democratica". Non possiamo immaginarlo nemmeno per un attimo. "Mi sembra che il ministro Di Maio abbia chiarito dicendo che non c'è un piano B, mi sembra un atto di grande responsabilità" dice il presidente Vincenzo Boccia, rispondendo ad una domanda sull'ipotetico 'piano B' sull'euro, dopo le parole del ministro Savona. "Se poi gli altri cercheranno di cacciarci non lo so, ma questo non è la nostra volontà, ne metteremo gli altri nelle condizioni di farlo". "Se mi riceve, sì", aggiunge Savona precisando che la questione dello "statuto della Bce è uno dei punti fondamentali".

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