Multa record a Google per Android: 4,3 miliardi di euro

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Multa record a Google per Android: 4,3 miliardi di euro

Si tratta di una cifra da record, la più alta mai comminata dalla Commissione Europea, quasi doppia rispetto alla già salata sanzione di 2,4 miliardi dello scorso anno per i "favoritismi" nei confronti di Google Shopping.

La Commissione Europea, infatti, ha accusato Google di aver abusato della sua posizione dominante sul mercato Android, associando il proprio motore di ricerca ed applicazioni come Chrome al sistema operativo.

La Commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager annuncerà la decisione della Commissione in una conferenza stampa prevista alle 13. Per la Commissione ha "attuato una strategia sugli apparecchi mobili per conservare e rafforzare il suo dominio nel campo delle ricerche internet", violando le regole Ue sulla concorrenza.

Nel dettaglio si parla di 3 specifiche violazioni: la prima riguarda l'obbligo per i produttori di smartphone e tablet a pre-installare le app Play Store, Google Search e Google Chrome. Un modo per consolidare e mantenere la sua posizione dominante.

Multa a parte, 4.3 miliardi sono tanti ma sono solo una parte del fatturato annuo del colosso, il vero problema per Google è legato a quelle che possono essere le richieste di Google dopo la multa. E siccome il mercato mobile è in forte crescita, la capacità del sistema Android di incanalare gli utenti verso Google diviene sempre più importante. Google avrebbe inoltre impedito l'utilizzo di versioni Android derivate dall'originale (attraverso la firma di un accordo chiamato patto anti-frammentazione) e avrebbe distribuito incentivi economici ai produttori per rimanere fedeli ai servizi di ricerca di Google.

Il gruppo di Mountain View ha ora 90 giorni di tempo per presentare delle controproposte credibili - in sostanza dovrebbe modificare i contratti con i produttori - ma potrebbe anche ricorrere alla Corte di giustizia europea, come già fatto lo scorso anno. Intanto all'orizzonte si avvicina una nuova decisione dell'Ue in merito alle sue pratiche pubblicitarie.

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