Migranti, Unhcr: nuovo naufragio in Libia: 63 dispersi

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Migranti, Unhcr: nuovo naufragio in Libia: 63 dispersi

Ancora un naufragio, ancora morti in mare.

Oggi la Guardia costiera libica ha compiuto altre due operazioni, recuperando in mare 220 migranti che si trovavano sui gommoni al largo delle coste occidentali della Libia. Più fortunate dei compagni di viaggio.

"Un altro triste giorno in mare: oggi 276 rifugiati e migranti sono stati fatti sbarcare Tripoli, inclusi 16 sopravvissuti di un'imbarcazione che portava 130 persone, delle quali 114 sono ancora disperse in mare", ha riferito in un tweet la sezione libica dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati.

Le scarne informazioni occultano l'incubo delle urla, dell'annaspare disperato, di corpi che vanno a fondo in un'allucinante situazione che si può immaginare anche per il naufragio del barcone con "oltre cento" persone di venerdì scorso, quello definibile "dei bambini": ce ne sarebbero stati dieci a bordo, e di tre neonati sono stati pure ripescati i corpi.

Nel Mediterraneo i soccorsi delle Ong sono in pratica fermi (complice anche la chiusura dei porti di Italia e Malta). I centri di accoglienza libici sono invece al collasso, secondo l'Oim ospitano già almeno 10 mila persone in condizioni estreme di sovraffollamento e emergenza umanitaria, In tutto sono 2.500 le persone salvate e riportate a terra solo nell'ultima settimana di giugno. "Ci sono varie imbarcazioni e una era in condizioni critiche". Immagini che hanno dato cruda sostanza ad aride cifre di un'ecatombe da decine di migliaia di morti che da anni rende la tratta fra Libia e Italia la più micidiale al mondo.

L'Unhcr ha segnalato un nuovo naufragio di migranti in cui risultano disperse 114 persone.

Fonti dell'Unhcr hanno precisato all'Ansa che si trattava di un gommone salpato due giorni fa da Gars Garabulli, a est di Tripoli, e poi "affondato". Soprattutto quando ci sono oltre 40 gradi di temperatura.

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