Migranti, Di Maio: "Vogliamo cambiare le regole di ingaggio della missione"

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Migranti, Di Maio:

La chiusura dei porti è divenuto una sorta di mantra per il governo Conte. La questione ha aperto una polemica tra il ministro dell'Interno ed Elisabetta Trenta, responsabile del dicastero della Difesa.

"Il nostro obiettivo è cambiare le regole di ingaggio delle missioni europee sui migranti". "Mi ricordo che un anno fa sono stato a parlare con Frontex - ha aggiunto Luigi Di Maio - e mi spiegarono che il governo Renzi diede la disponibilità di portare i migranti nei porti in cambio di punti di flessibilità usati per il bonus degli 80 euro. Noi chiederemo flessibilità senza barattarla in cambio dell'apertura dei porti". Su Facebook Salvini ha così espresso la sua nuova linea: "Dopo aver fermato le navi delle Ong, giovedì porterò al tavolo europeo di Innsbruck la richiesta italiana di bloccare l'arrivo nei porti italiani delle navi delle missioni internazionali attualmente presenti nel Mediterraneo". L'Europa deve, per prima cosa, occuparsi dei flussi primari: "Queste navi devono portare i migranti in tutti i porti".

Il governo del cambiamento non è disposto a barattare la richiesta di flessibilità di bilancio con l'apertura dei porti, "ma la chiederemo perché è un diritto dell'Italia come quella degli altri paesi europei", dice ancora Di Maio.

Il governo di Angela Merkel è diventato il simbolo della lotta per la salvaguardia di un'Unione Europea coesa in risposta alle spinte euroscettiche e alle proposte populiste. Vale per l'immigrazione e per l'austerity. L'ex premier specifica quindi che "l'accordo sulla missione Sophia, nel 2014, di cui parlano i due ministri, dava invece all'Italia il potere/dovere di scegliere in quali porti far attraccare le varie navi per evitare che tutte si dirigessero a Pozzallo (.) e non farle coordinare alle istituzioni europee: mi sembra logico e doveroso, trattandosi del nostro territorio".

Il vicepremier cita anche il presidente francese Macron come esempio di leader che non si è dimostrato all'altezza delle aspettative dei suoi elettori. Ma il ministro dei Traporti Danilo Toninelli ha ribadito le intenzioni di Salvini, definendo l'accordo di Sophia "folle", e attaccando l'ex segretario del Pd, che avrebbe "svenduto gli interessi dell'Italia". Renzi rifila dunque un'altra stoccata al duo pentastellato:"Di Maio e Toninelli - e i troll che li rilanciano - ripetono come un ritornello una bugia, sperando che si trasformi in verità".

"Il Parlamento deve avere la possibilità di discutere il decreto e di migliorarlo", ha detto Di Maio a Radio1. Ma il principio giuridico dell'accoglienza in Italia deriva dall'accordo di Dublino, non dalla flessibilità. "Migliorare significa aggiungere e non annacquare".

A Di Maio è stato chiesto di chiarire i suoi rapporti con Beppe Grillo.

Il vicepremier infine ha smentito i contrasti, riportati dalla stampa (sempre più anti-governativa), con il fondatore del M5S Beppe Grillo, negando che siano vere le critiche dell'ex comico alle sue posizioni, troppo appiattite su quelle della Lega: "Ho sentito Beppe Grillo durante tutta la formazione del governo e mi fa sempre piacere avere consigli da lui".

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