Istat: Ancora una frenata per l'economia italiana (Report)

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Istat: Ancora una frenata per l'economia italiana (Report)

Soprattutto rispetto al Nord, dove la percentuale si ferma sotto il 20% (19,4%).

L'indicatore di povertà o esclusione sociale corrisponde alla quota di persone che presentano almeno una delle seguenti situazioni: sono a rischio di povertà di reddito, sono gravemente deprivate materialmente, vivono in famiglie con una molto bassa intensità lavorativa.

Le disparità regionali sono molto ampie sia per l'indicatore composito sulla povertà o esclusione sociale, sia per i tre indicatori in cui si articola.

L'obiettivo contro la povertà prefissato dall'Europa entro il 2020 appare molto lontano per l'Italia: occorrerà fare passi da gigante a tal proposito per avvicinarsi sempre più a tale obiettivo che rimane fondamentale in quanto la riduzione della povertà e il primo tra i problemi che un qualsiasi governo dovrebbe porsi. Mentre, globalmente, nl 2017 l'istituto statale aveva registrato circa 5 milioni e 58 mila gli italiani individui in povertà assoluta (8,4% della popolazione). In Italia la quota di ragazzi 15enni che non raggiungono la sufficienza in lettura è del 21% (19,5% nel 2012), mentre si attesta al 23,3% in matematica e scienze (rispettivamente 24,6% e 18,7% nel 2012) in leggero peggioramento rispetto ai tre anni precedenti. Dal 2008, a causa della crisi economica, le flessioni osservate sono state più pesanti per i redditi relativamente più bassi. Dal 2004 è in costante diminuzione il tasso standardizzato di mortalità tra 30-69 anni per tumori maligni, diabete mellito, malattie cardiovascolari e malattie respiratorie croniche, soprattutto tra gli uomini, che tuttavia ancora presentano tassi del 70% più alti rispetto alle donne. "Nonostante questo miglioramento, nel 2013-2014 l'Italia presentava il divario di genere più elevato fra tutti i paesi europei con dati disponibili".

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