Infezioni negli ospedali, 7mila morti in un anno: l’allarme parte da Napoli

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Infezioni negli ospedali, 7mila morti in un anno: l’allarme parte da Napoli

In Italia le infezioni ospedaliere provocano settemila morti ogni anno, il doppio di quelli che si registrano in incidenti stradali. E' l'allarme lanciato dagli esperti, che individuano tra le cause principali la decontaminazione non corretta e l'utilizzo eccessivo di antibiotici. Il record assoluto riguarderebbe le infezioni del sito chirurgico dei pazienti operati in Valle d'Aosta: circa 500 casi ogni 100mila dimessi sarebbero registrati.

Secondo i dati emersi, negli ospedali si registrerebbero circa 50.000 casi di infezioni causate per il 22% dall'Escherichia Coli, per il 12,5% dallo Staphylococcus Aureus e per il 9% dal Klebsiella Pneumoniae. Il reparto nel quale è più facile invece essere contagiati è quello di terapia intensiva (20,6 per cento).

"Le infezioni ospedaliere sono un problema che conosciamo già da tempo in Campania, che tra l'altro è la prima Regione che ha avviato delle linee guida specifiche - ha detto Alessandro Perrella, infettivologo all'ospedale Cardarelli di Napoli - Cosa fare dunque: procedure di intervento, monitoraggio, utilizzare tutti gli strumenti già a disposizione e portare avanti un discorso di prevenzione delle infezioni".

"Non e' piu' tollerabile che chi siano persone che si ricoverano in una struttura sanitaria per essere curate, e ne escano con una patologia piu' seria di quella per la quale si erano rivolte ai medici". "Proporrò tra le misure di priorità gli interventi straordinari per il monitoraggio all'interno delle strutture pubbliche e lo sottoporrò alla Commissione nei prossimi giorni". "Il fenomeno è estremamente preoccupante", dice Massimo Clementi, preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Universita' San Raffaele di Milano, che ha svolto una "Lectio Magistralis". "Quando queste strategie sono state applicate, hanno avuto dei risultati a volte anche entusiasmanti". "Una strage silenziosa sulla quale difficilmente si accendono i riflettori e i motivi sono facilmente intuibili". Nella sua relazione il professor Roberto Lombardi del Dipartimento Innovazioni Tecnologiche dell'Inail evidenzia, estrapolando i contenuti di uno studio del Ceis dell'Universita' di Tor Vergata, l'impatto dell'adozione di buone prassi, di ricerca mirata e di innovazione tecnologica in tema di decontaminazione e disinfezione sulla spesa pubblica, attuando la vigente normativa di settore. Viene anche sottolineato ulteriormente che un'idonea disinfezione, come indicano le norme tecniche europee, un incremento degli studi applicativi al fine di usufruire di tecnologie innovative, può porre fine a questo sperpero e garantire una gestione in sicurezza anche per l'evidente problema di una crescente antibiotico-resistenza.

Il rapporto è stato presentato al forum nazionale promosso dal Centro Studi Mediterranea Europa a Napoli.

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