Ilva, ombre su aggiudicazione ad Arcelor - Puglia

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Ilva, ombre su aggiudicazione ad Arcelor - Puglia

E bene ha fatto secondo noi il ministro Di Maio, nell'incontro di lunedì scorso al Mise, a dichiarare con inequivocabile chiarezza che le modifiche migliorative agli interventi ambientali e ai livelli occupazionali secondo lui necessarie e richieste alla cordata vincitrice, erano avanzate ad Arcelor e non "alla Walt Disney", con ciò volendo significare che non ha alcun fondamento ogni ipotesi di trasformare l'area tarantina dell'Ilva in un grande Disneyland.

Per Emiliano, dall'esame della documentazione resa visibile dal Ministero "che a tutt'oggi nega l'accesso al Piano industriale quale componente fondamentale dell'offerta presentata dalla cordata aggiudicataria, non emerge quali siano stati i criteri (predeterminati) di aggiudicazione del contratto che avrebbero 'vincolato' il ministero dello sviluppo economico a preferire la società AmInvestco alle altre partecipanti tra le quali AcciaItalia che aveva offerto l'auspicata di carbonizzazione dell'impianto Ilva di Taranto". Secondo Emiliano è "incongrua" la preferenza accordata alla Ami srl "perché sostanzialmente basata solo sull'offerta economica, senza alcuna considerazione degli aspetti qualitativi della medesima". "La cordata AcciaItalia aveva proposto un'evoluzione della dotazione organica che seppur inizialmente in diminuzione avrebbe previsto un incremento sino a 10.500 unità lavorative regime".

L'aggiudicazione è stata disposta a favore di una cordata che "notoriamente concentra una cospicua fetta della produzione di acciaio a livello europeo e mondiale, nonchè quote di mercato Ue- fa notare ancora Emiliano- con un evidente e conclamato rischio antitrust, essendo superiori al 40%". Il presidente della regione Puglia evidenzia che la Commissione europea ha dato il suo via libera "sotto condizione": "l'eliminazione del gruppo Marcegaglia dal consorzio di acquisto e numerose cessioni di altri impianti". "Sotto tale profilo -scrive - l'operazione evidenzia altre criticità, con particolare riferimento alle modifiche sostanziali del soggetto aggiudicatario". Per tutto questo, dunque, conclude Emiliano, "le sarei grato se volesse disporre opportune verifiche sulla correttezza della procedura di gara espletata eventualmente avvalendosi dell'Anac, organo deputato istituzionalmente alla vigilanza e controllo delle procedure di affidamento di contratti ad evidenza pubblica". Appaiono invece, "ben più esigui gli investimenti proposti da Am Invest.co pari a 2,4 mld di cui solo 1,15 mld destinati a misure di tutela e protezione ambientale", si legge ancora nella missiva.

"Data l'importanza della procedura di cessione qualsiasi ulteriore verifica di legalità e conformità alle norme è, quel che mi concerne, benvenuta" commenta l'ex ministro allo Sviluppo economico, Carlo Calenda. "La Consulta ha confermato validità del divieto di permanenza nella magistratura e in un partito e non ha mosso muscolo".

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