Contratto a tempo determinato con causale e proroghe ridotte

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Contratto a tempo determinato con causale e proroghe ridotte

Sale anche il costo del rinnovo, con l'obiettivo di scoraggiare il ricorso a questa forma contrattuale nel mirino della maggioranza: ad ogni rinnovo i datori di lavoro dovranno pagare un'addizionale più cara dello 0,5% rispetto all'attuale 1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali già è a carico del datore di lavoro e che finanzia la Naspi. In caso di rinnovo, e per i contratti oltre 12 mesi, tornano le causali: temporanee e oggettive o per esigenze sostitutive; connesse a incrementi temporanei, significativi e non programmabili dell'attività ordinaria; per picchi e attività stagionali. Inoltre, anche in questo caso, si potranno prorogare al massimo per altri 12 mesi.

Parte centrale del decreto dignità è quella riguardante il capitolo lavoro. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui, - Ladyblitz clicca qui -Cronaca Oggi, App on Google Play]Il vicepremier Luigi Di Maio in conferenza stampa anticipa che il decreto conterrà "interventi sul contratto a tempo determinato e a tutele crescenti".

Fino a 3 anni di indennità per i licenziamenti - Aumenta il valore dell'indennità per i lavoratori licenziati "ingiustamente", passando da massimo 24 mesi a massimo 36 mesi.

Limitare i casi di ricorsi ai contratti a termine attraverso l'introduzione di misure che diano al datore di lavoro l'onere di dimostrare le cause che hanno condotto alla volontà di utilizzare questo strumento al posto di una diversa tipologia contrattuale. Con le nuove norme, tale tetto potrebbe salire a 36 mensilità, mentre si ipotizza di far salire l'indennizzo minimo a 6 mensilità.

Risultano confermate numerose delle anticipazioni circolate nei giorni precedenti. "Invece, abbiamo prorogato di 120 giorni gli effetti in modo tale da trovare una soluzione per quegli insegnanti che ci stanno a cuore e che abbiamo incontrato in giro per l'Italia durante la campagna elettorale".

Nel provvedimento sono altresì contenute delle sanzioni per chi delocalizza l'impresa dopo aver beneficiato di un sostegno pubblico.

L'eliminazione dell'obbligo della causale ha infatti ridotto il contenzioso in sede giudiziaria che talvolta sorgeva al termine del rapporto di lavoro. In particolare, si stabilisce che i dati di fatturazione relativi al terzo trimestre del 2018 possono essere trasmessi telematicamente all'Agenzia delle Entrate entro il 28 febbraio 2019, anziché entro il secondo mese successivo al trimestre.

Con riferimento allo split payment (scissione dei pagamenti), l'abolizione è limitata solo per i professionisti con ritenuta d'acconto. Anche il beneficio andrà restituito con interessi maggiorati fino a 5 punti percentuali.

Nel decreto dignità, secondo le intenzioni pubblicamente annunciate da Di Maio, ci sarà una stretta per evitare il moltiplicarsi di imprese che, dopo aver ricevuto aiuti dallo Stato, decidono di spostarsi all'estero.

Il vincolo si applica a qualunque delocalizzazione, precisa la bozza, effettuata tanto in Paesi extra Ue quanto in altri Stati dell'Unione europea e trova applicazione nei confronti di imprese beneficiarie di tutti gli aiuti di Stato agli investimenti, indipendentemente dalla relativa forma (contributo, finanziamento agevolato, garanzia, aiuti fiscali, ecc.).

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