"Aorta a rischio", ospedale di Perugia: operiamo noi il 19enne


"Aorta a rischio", ospedale di Perugia: operiamo noi il 19enne

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Il calvario di Salvatore, un ragazzo milanese, è iniziato lo scorso 2 maggio nel più banale dei modi: un avversario gli ha fatto un fallo mentre giocavano a pallone e gli è franato da dietro sulla schiena: "Ho subito una lussazione sterno claveare (destra) - ha spiegato il giovane nel suo appello - la clavicola si è spostata nello sterno, è rarissima, colpisce solo l'1% delle lussazioni totali, questa lussazione ha causato gravi conseguenze sul mio corpo, la spalla si è chiusa e la scapola dietro è completamente uscita, oltre a portarmi problemi di respirazione e continui dolori legati alle postura e alla posizione anomala della clavicola". Ma Salvatore non perde le speranze e decide di divulgare sui social la sua storia, in attesa che finalmente qualcuno si faccia avanti: chiede aiuto il calciatore, sperando "che arrivi qualcuno che ha subito questo tipo di infortunio ed è riuscito a risolverlo o qualche medico/chirurgo che per caso ha operato questo tipo di caso, o qualcuno di importante che mi aiuti a diffondere il messaggio. dato che non le mie forze e quelle della mia famiglia non riusciamo a trovare soluzioni dopo aver cercato tanto.". Finora le visite non hanno avuto successo, né in Italia né all'estero: nessun chirurgo si è detto disposto a operarlo. Insieme ai genitori, riporta il Corriere della Sera, Salvatore ha fatto il giro di molti medici in Italia e anche in Francia, a Lione, ed è andato da alcuni professionisti che si sono offerti di visitarlo.

Massimo Lenti, direttore di chirurgia vascolare dell'ospedale cittadino, e Antonello Panti, dell'equipe di ortopedia, si sono dichiarati disponibili e hanno spiegato di avere già effettuato un'operazione molto simile. "Venga da noi e lo opereremo", hanno annunciato attraverso l'ufficio stampa del Santa Maria della Misericordia. I sanitari, che si sono già raccordati tra loro, si sono informati della situazione attraverso i mezzi d'informazione e hanno sostenuto di essersi occupati "anche di casi più complicati". "E siamo pronti a intervenire". I medici finora gli hanno raccomandato di fare movimenti molto cauti per evitare che un altro trauma blocchi l'aorta, ma al contempo nessuno se l'è sentita di affrontare una operazione che, come detto, presenta non pochi rischi.

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