Antitrust, no ad esclusiva per i radiotaxi: "Violano la concorrenza"

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Lo ha stabilito l'Antitrust, che concede 120 giorni alle imprese di radiotaxi per avviare le dovute iniziative. Così, in una nota, il presidente della cooperativa Loreno Bittarelli commenta la delibera dell'Antitrust, preannunciando ricorso al Tar "a tutela delle proprie ragioni".

Le clausole di esclusiva contenute nei contratti tra i principali operatori di radiotaxi attivi a Roma e Milano e i tassisti sono illegittime perché "vincolano ciascun tassista a destinare tutta la propria capacità operativa, in termini di corse per turno, ad un singolo radiotaxi", dunque "costituiscono reti di intese verticali restrittive della concorrenza" e devono cessare. Sono tre a Roma (Radiotaxi 3570 - Società Cooperativa, Cooperativa Pronto Taxi 6645 - Società Cooperativa, Samarcanda - Società Cooperativa) e tre a Milano (Taxiblu Consorzio Radiotaxi Satellitare Società Cooperativa, Yellow Tax Multiservice Srl e Autoradiotassì Società Cooperativa).

L'Autorità ha inoltre verificato che la presenza delle clausole di esclusiva "non ha alcuna giustificazione di natura giuridica o economica". Non è la prima volta che l'Antitrust guidata da Giovanni Pitruzzella tenta di aprire il mercato dei taxi: sia nel 2015 che nel 2017 sollecitò il Parlamento a nuove regole proprio in relazione all'affacciarsi sul mercato delle app digitali e di Uber, scatenando le proteste dei tassisti che arrivarono a organizzare un presidio proprio sotto la sede dell'Antitrust. L'istruttoria è partita su segnalazione di Mytaxi, società del gruppo Daimler, il cui business si basa proprio sulla possibilità che i tassisti lavorino per piattaforme diverse nel corso della giornata. Positiva, invece, la reazione dei consumatori con l'Unione nazionale consumatori e il Codacons che chiedono ora di aprire il mercato.

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