Alzheimer, speranze dai primi test su un farmaco

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Alzheimer, speranze dai primi test su un farmaco

Sembra essere davvero promettente il farmaco contrassegnato dalla sigla BAN240, sviluppato da Biogen ed Eisai e attualmente in fase di sperimentazione clinica (in fase II) contro l'Alzheimer.

Se è vero che il farmaco non ha raggiunto l'obiettivo previsto dalla ricerca che ha coinvolto 856 persone, funzionari delle due società produttrici hanno riferito che i 161 pazienti che hanno ricevuto la dose più alta ogni due settimane per 18 mesi hanno registrato miglioramenti decisamente più significativi rispetto a numerose altre persone a cui è stato somministrato un trattamento placebo. "Siamo cautamente ottimisti", ha affermato Maria Carrillo, la responsabile scientifica dell'Associazione Alzheimer, la cui conferenza internazionale a Chicago ha presentato i risultati.

BAN240 fa parte di quei farmaci studiati per contrastare l'Alzheimer che attaccano i depositi di placche tossiche di beta-amiloide, e che, almeno fino a oggi, non hanno ancora dato i risultati sperati. Circostanze che potrebbero rendere necessaria una nuova sperimentazione di fase 3 per procedere alla richiesta di autorizzazione alla Food and Drug Administration, l'agenzia regolatoria federale USA. In particolare il farmaco ha rimosso in maniera efficace le placche beta-amiloidi nel cervello dei pazienti, che nell'81% dei casi sono passati da 'amiloide-positivi' a amiloide-negativi.

Jim Hendrix della Alzheimer's Association ha spiegato che servirebbe un nuovo trial per individuare la dose ottimale di farmaco e quindi valutare se possono ottenersi i risultati già raggiunti.

"A questo punto non vogliamo prendere decisioni affrettate" conclude il ricercatore.

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