Allarme legionella nel Milanese: muore il terzo anziano a Bresso

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Allarme legionella nel Milanese: muore il terzo anziano a Bresso

Spiega Oscar Di Marino, tra i massimi esperti a livello nazionale di legionella: "È la prima volta in Italia che si registra un numero di casi così elevato". Quasi 4 casi su 5 (il 78%) sono stati registrati in sole 6 regioni: Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Toscana e Veneto. L'ultimo contagiato, in ordine di tempo, è stato comunicato nel pomeriggio di oggi dall'Azienda Tutela della Salute (Ats): si tratta di un sessantenne, residente nell'hinterland, che attualmente è ricoverato all'ospedale di Niguarda ma non in condizioni critiche. Si tratta di anziani, un uomo di 94 anni e due donne, un'altra di 94 anni e una di 84, ricoverati all'ospedale Bassini di Cinisello e quindi deceduti. I controlli alla ricerca delle 'sorgenti' del batterio della legionella, comunque, verranno allargati anche ai luoghi di aggregazione, come ad esempio, poste, banche o centri commerciali.

Per la natura stessa del batterio, che tende a proliferare soprattutto negli impianti idrici, gli ambienti in cui sussiste un rischio di diffusione del batterio possono essere quelli in cui si accumula acqua stagnante o quelli casalinghi, di lavoro, gli edifici pubblici o qualunque altro luogo in cui venga erogata acqua anche solo in parte nebulizzata: rubinetti e diffusori delle docce, ma anche impianti come torri di raffreddamento, condensatori, vaporizzatori e sistemi di ricircolo dell'aria come l'aria condizionata.

L'Ats ha fatto circa 150 campionamenti che hanno coinvolto le case dei cittadini contagiati.

Salgono a 33 le persone contagiate (i morti sono tre) dall'ondata di legionella che in questa settimana ha colpito Bresso, cittadina alle porte di Milano.

Si pensa che il batterio fosse già in fase di incubazione prima dell'arrivo dell'anziano in Calabria.

La legionella nel territorio di Bresso non è una novità, già nel 2014 si era verificata una situazione molto simile. Sono già una ventina gli appartamenti che sono stati sanificati: è nelle tubature domestiche che si anniderebbe il batterio (che prolifera nell'acqua tra i 25 e i 45 gradi e si diffonde per inalazione), dal momento che le verifiche effettuate dal Cap (il Consorzio dell'acqua potabile) nell'acquedotto in 13 diversi punti della città hanno dato esito negativo. Di situazione "critica" e "complessa" parla l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera. E così ora si passerà alla sanificazione al cloro degli impianti idrici dell'immobile. A spiegarlo sono gli inquirenti che in procura stanno lavorando all'inchiesta che per ora non ha indagati né ipotesi di reato. "L'importante è evitare inutili allarmismi". Non esiste rischio nell'acqua alimentare.

La Legionella pneumophila provoca la legionellosi, anche conosciuta come malattia del legionario, un'infezione polmonare. "È raccomandabile inoltre non utilizzare acqua di rubinetto per gli apparecchi di aerosolterapia e ossigenoterapia".

Sensibilizzazione dei condomini negli interventi di manutenzione ordinaria della rubinetteria.

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