Studio dell’Università di Napoli:troppa cocaina nei fiumi, anguille europee a rischio

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Studio dell’Università di Napoli:troppa cocaina nei fiumi, anguille europee a rischio

Al termine del periodo di sperimentazione, gli scienziati hanno notato che la droga si era insinuata praticamente in tutte le parti del corpo delle anguille, in particolare nel tessuto muscolare, che presentava lesioni paragonabili a quelle della rabdomiolisi, una patologia che espone i muscoli a grande facilità di rottura.

Le tracce di cocaina presenti nei fiumi, soprattutto vicino alle grandi città, potrebbero mettere in pericolo la sopravvivenza di alcuni pesci, tra cui le anguille. Per verificare gli effetti della droga sulle anguille, i ricercatori hanno messo in delle vasche contenete la stessa concentrazione di cocaina rilevata ad esempio nel Tamigi, i serpenti d'acqua, e dalle analisi successive si è scoperto l'accumulo della sostanza nociva nel cervello, muscoli, pelle e altri tessuti.

E' stato segnalato anche che dopo aver rimesso le anguille per una decina di giorni in una vasca senza cocaina per la riabilitazione, queste hanno tardato a riprendersi.

La scelta degli esemplari per l'esperimento non è stata casuale: "Abbiamo scelto le anguille perché sono considerate in pericolo di estinzione e per il fatto che sono pesci molti grassi, il che favorisce l'accumulazione delle sostanze".

"Questi animali - spiega la Capaldo intervistata dall'ANSA - affrontano migrazioni di 6mila chilometri, che richiedono riserve di energia e muscoli in perfetta salute per essere completate".

La professoressa Capaldo ritiene che anche altri animali acquatici potrebbero risentire della presenza di droga nei fiumi. Ma sarebbero soprattutto i pesci stanziali a subire conseguenze dalla cocaina.

Tuttavia bisogna anche considerare che nei mari e nei fiumi non sono presenti anche tante altre sostanze pericolose, come farmaci e metalli e l'effetto combinato è piuttosto grave e soprattutto da valutare ma Sicuramente bisognerà che venga fatto uno studio e successivo. La ricercatrice fa notare che la cocaina è presente proprio nella parte che noi mangiamo, i muscoli. "Anche qui servono altre ricerche", concludono gli esperti. Non sappiamo però cosa succede quando l'animale muore, e l'effetto che ha la cottura. Nei casi che riguardano droghe, aggiunge, potrebbe essere necessaria una concetrazione più alta per risultare letale agli organismi, ma conseguenze negative possono comunque verificarsi, soprattutto lungo la catena alimentare.

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