Riforma pensioni del governo: il ricalcolo ridurrà il nuovo assegno di anzianità?

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Riforma pensioni del governo: il ricalcolo ridurrà il nuovo assegno di anzianità?

A tal proposito la deputata di Forza Italia, nonché ex Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha ricordato che in tema di pensioni quanto descritto nel contratto di Governo non è diverso da "quanto sostenuto da Forza Italia e Berlusconi in campagna elettorale". Non è quindi chiaro se il governo condivida la posizione di Brambilla. "Ma l'assoluta intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere".

"Smonteremo la legge Fornero pezzetto per pezzetto". "Oltre a introdurre elementi di iniquità rispetto ad oggi, perché il parziale ritocco della Fornero favorirebbe sostanzialmente le posizioni migliori del mercato del lavoro - prosegue Patriarca - il ricalcolo contributivo sull'importo di chi esce con quota 100 fatto sugli anni dal 1996 al 2012 e la limitazione del calcolo dei contributi figurativi porterebbe ad un minor numero di uscite con una minore spesa intorno a 500-800 milioni mentre la limitazione dei contributi figurativi per chi esce con 41 anni e mezzo di contributi indipendentemente dall'età potrebbe a una riduzione del costo aggiuntivo complessivo attorno a 1,5 2 miliardi". Né la "quota 100" né il chiarimento di Brambilla sono decisioni ufficialmente annunciate dal governo, ma sono tutto quello che sappiamo su uno dei punti più importanti e popolari del programma del nuovo governo, e cioè la riforma delle pensioni. CI PERDE: Con le regole attuali uscirebbe nel 2019 con 41 anni e cinque mesi di contributi (l'anno prossimo scatta l'aumento di cinque mesi legato all'aspettativa di vita).

L'Ape Sociale permette a disoccupati, invalidi civili al 74% e persone che assistono parenti di primo grado, se disabili gravi, di smettere di lavorare dopo 30 anni (ma con almeno 63 anni compiuti).

Nel contratto di governo si propone l'abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma Fornero, stanziando 5 miliardi per agevolare l'uscita dal mercato del lavoro delle "categorie ad oggi escluse". Prima di arrivare alle nuove anzianità targate "quota 100" (con un minimo di 64 anni e non più di 3 anni di contribuzione figurativa), o "quota 41" a prescindere dall'età anagrafica, bisogna per esempio decidere se le future pensioni a requisiti ridotti saranno ricalcolate o meno con il "contributivo" ragguagliato ai coefficienti di trasformazione a 64 anni.

Quindi non si potrà andare in pensione con 40 anni di contributi e 60 di età, poiché bisognerà rispettare il limite anagrafico di 64 anni.

Ed è proprio la mancata conferma dell'Ape Sociale a mettere in allarme il Partito Democratico.

Anche dal Partito Democratico comunque non sembrano chiudere totalmente la porta alla possibilità di una Quota 100, purché naturalmente il Governo dimostri l'esistenza delle risorse necessarie per attuarla. Quota 100 e Quota 41 per superare (gradualmente) la riforma Fornero e proroga di Opzione Donna.

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