Rapina, violenza sessuale e spaccio. Perquisizioni ad Avezzano e Sulmona


Rapina, violenza sessuale e spaccio. Perquisizioni ad Avezzano e Sulmona

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Rapina, violenza sessuale e spaccio. Perquisizioni ad Avezzano e Sulmona

Intorno alle 2 del mattino, la vittima era stata sorpresa alle spalle da uno sconosciuto che, dopo averla afferrata per il collo e tappatole la bocca, l'aveva trascinata all'interno di un fabbricato inagibile, puntandole un oggetto alla gola. Una volta all'interno, dopo averle intimato di consegnargli il telefono ed il denaro, iniziava a palparla, finché, approfittando di una distrazione dell'uomo, la ragazza riusciva a fuggire. A capo del sodalizio, un suo connazionale, finito in carcere, un 28enne domiciliato a L'Aquila e conosciuto alle Forze dell'Ordine per reati legati allo spaccio e alla ricettazione, soprattutto di telefoni cellulari rubati.

Da una perquisizione effettuata presso il centro di accoglienza, dove il 28enne risultava domiciliato, venivano rinvenuti degli apparati mobili muniti di sim- card intestate a soggetti inesistenti ed impiegati dal team criminale, rendendo difficile risalire all'identificazione dei diretti utilizzatori. I pusher si presentavano agli incontri a bordo di biciclette, in modo da dileguarsi per i vicoletti del centro, sottraendosi facilmente al controllo in caso di intervento da parte della Polizia.

Extracomunitari richiedenti asilo politico, domiciliati in comunità del capoluogo abruzzese e della provincia, tra Avezzano e Sulmona, dediti allo spaccio di droga, ai furti e alla ricettazione.

Un gesto estremo di coraggio e lotta per la sopravvivenza che ha messo sin da subito la Polizia di Stato sulla strada giusta per avviare le indagini, portate avanti dalla Squadra mobile dell'Aquila diretta da Tommaso Niglio. Fondamentale il ruolo che hanno avuto per il buon esito delle indagini altri richiedenti asilo che si sono messi a disposizione della Questura per tradurre le conversazioni tenute in stretto dialetto d'origine dei delinquenti. Nei guai sono finiti giovani originari di Gambia, Nigeria, Ghana, Costa d'Avorio, Niger e Senegal. Se non ci fossero stati loro noi non saremmo riusciti ad arrivare a questo risultato.

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