Pensioni, novità e "Quota 100": cosa cambia col governo M5S-Lega

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Pensioni, novità e

Un esempio: 36 anni di versamenti e 64 di età.

Uno dei punti principali del nuovo governo Conte è quello di riformare la Legge Fornero per poter abbassare l'età pensionabile dei lavoratori italiani.

"Dobbiamo superare la legge Fornero con la "quota 100", ha detto il neo ministro di Lavoro e Sviluppo Luigi Di Maio parlando di pensioni in una lunga diretta facebook dal Mise. Certo, Brambilla merita quel rispetto che non è dovuto a tanti ciarlatani che si sperticano a elogiare il contratto e il governo di Giuseppe Carneade Conte.

Nel contratto di Governo, ricordiamo, è scritta la possibilità di andare in pensione per i lavoratori la cui somma dei requisiti anagrafici e contributivi arrivi a 100, con almeno 35 anni di contributi. Non è quindi chiaro se il governo condivida la posizione di Brambilla.

Per chi ha iniziato a lavorare molto giovane però lo "scoglio" dell'età minima potrebbe essere superato con l'alternativa della "quota 41", che riguarderebbe chi ha 41 anni e mezzo di contributi a prescindere dall'età.

"Questi due ministeri insieme sono una potenza, se si parlano. La ripetuta critica all'Istat, come istituto che fornirebbe i dati erronei all'Europa è priva di senso e sembra ignorare che le statistiche sulla protezione sociale e sul sistema pensionistico sono definita in base ad una metodologia precisa, pubblicata e a disposizione di tutti, e sono fatte, quando sono utilizzate per confronti in sede Ue, con una metodologia molto precisa comune concordata con tutti i paesi con la supervisione di Eurostat". "Interverremo - ha detto il premier - sugli assegni superiori ai 5.000 euro netti mensili [VIDEO]nella parte - ha specificato - non coperta dai contributi versati". In pratica una pensione di 10mila euro lordi al mese, subirebbe un taglio di circa 284 euro al mese (il 4,9%) e da 5837 euro netti sarebbe portata a circa 5.553 euro.

Questo silenzio ha allarmato tutti quei lavoratori che sperano nell'introduzione di norme che rendano più flessibile l'uscita dal lavoro, mettendo fine alla riforma del 2011 firmata Monti-Fornero. Questa mattina il leader della Lega e ministro dell'Interno è tornato a parlare di Flat tax ai microfoni di Radio anch'io (Rai Radio1).

"E' giusto che chi guadagna di più paghi meno tasse".

Nel contratto di governo si propone l'abolizione degli squilibri del sistema previdenziale introdotti dalla riforma Fornero, stanziando 5 miliardi per agevolare l'uscita dal mercato del lavoro delle "categorie ad oggi escluse". "Ma l'assoluta intenzione è che tutti riescano ad avere qualche lira in più in tasca da spendere".

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