Pensioni, assegni più bassi per chi lascerà il lavoro nel 2019

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Pensioni, assegni più bassi per chi lascerà il lavoro nel 2019

In attesa di capire se e come le promesse fatte in campagna elettorale verranno mantenute, per ora quel che è certo è che le pensioni subiranno un nuovo taglio. E con un piede sul freno, piuttosto che sull'acceleratore. I pensionati sono sempre più nel mirino della "forbice" di Stato.

Il Governo Conte ha una brutta gatta da pelare chiamata "contratto".

Assegni più leggeri per chi andrà in pensione nel 2019. "Dobbiamo fare tutti i provvedimenti a costo zero e mettere insieme due fondi".

Presso l'Unione Industriali di Roma è stata raggiunta tra Unilever e sindacati un'intesa per l'applicazione dell'articolo 4 della legge Fornero, meglio conosciuto come isopensione. Parlando di superamento e non di abolizione, viene dunque ribadita la gradualità della misura. Si tratta dei valori che vengono applicati al totale dei versamenti previdenziali da parte del pensionando durante la sua vita lavorativa e che vengono rivalutati in base ai dati Istat su inflazione e crescita economica. Tra cui la pace fiscale, "che non è un condono". A proposito di flat tax...ma è meglio non farlo sapere troppo in giro.

Per uno che spinge sull'acceleratore, c'è un altro che preferisce poggiare il piede sul freno.

Si ottiene una riduzione della pensione dello 0,096%.

Bisogna infine considerare che la posizione del ministro dell'Economia Giovanni Tria su deficit e spesa sembra molto meno spregiudicata di quella di Lega e 5 Stelle. L'Ape sociale, che attualmente offre una scialuppa di salvataggio alle categorie socialmente più deboli, andrebbe però in soffitta.

Rispetto a questo quadro, la via più generalmente percorsa da numerosi datori di lavoro rimane quella di pianificare gli esodi anche attraverso la risoluzione consensuale ex art. 7 legge n. 604/1966 con erogazione dell'indennità di disoccupazione e accredito della relativa contribuzione figurativa. La prima è attendere correttivi da parte del governo. I nuovi conti saranno presentati con la nota di aggiornamento del Def in settembre.

Le pensioni di quanti sono già pensionati non subiranno nessuna modifica. Ciò in quanto da allora in avanti la legge ha stabilito una cadenza biennale della revisione. "Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell'età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l'obiettivo di consentire il raggiungimento dell'età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti". "Servono scelte chiare. Non si può dire un giorno una cosa e un giorno un'altra". Poi l'avvertimento, più volte rilanciato negli ultimi giorni anche dai media, come il Corriere. Ed è anche quello che scrive il quotidiano milanese.

A pagarne le conseguenze furono soprattutto i lavoratori che si trovavano ad un passo dal terminare il loro percorso lavorativo e che, invece, di punto in bianco si sono dovuti immedesimare nella prospettiva di dover lavorare ancora a lungo prima di raggiungere l'agognato assegno pensionistico.

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