Nel 2017 quasi 4,9 milioni di dichiarazioni Iva, professionisti doppiano i commercianti

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Nel 2017 quasi 4,9 milioni di dichiarazioni Iva, professionisti doppiano i commercianti

Sul fronte Iva, i contribuenti che hanno presentato la dichiarazione sono invece circa 4,9 milioni, con un calo rispetto all'anno precedente del 4,5 per cento, che - anche in questo caso - riflette principalmente la mancata presentazione della dichiarazione da parte dei soggetti che hanno aderito al regime forfetario. Secondo i numeri i redditi dei professionisti doppiano quelli dei commercianti.

La variabile include la stima della componente legata all'introduzione, a partire dal primo gennaio 2015, del meccanismo dello split payment che prevede la scissione del pagamento per le pubbliche amministrazioni che effettuano operazioni di acquisto: "da un lato viene pagato al fornitore il corrispettivo al netto dell'Iva sulle cessioni di beni e prestazioni di servizi, dall'altro viene versata direttamente all" erario l'Iva esposta in fattura. A fotografare i dati è il Dipartimento delle Finanze che ieri ha pubblicato le statistiche relative agli Studi di Settore, alle dichiarazioni delle persone fisiche in base al reddito prevalente, alle dichiarazioni IVA e ad altri dati trasmessi dai contribuenti nel 2017, relativi al periodo d'imposta 2016. Emerge dagli studi di settore del Mef, che riportano un reddito medio per i professionisti di 47.180 euro (+7,8% rispetto al 2015), seguito dalle attività manifatturiere, 40.640 euro (+8,18%). I più "poveri" in assoluto sono i gestori degli impianti sportivi, che non superano i 3.100 euro, seguiti dai pescatori, a quota 4.700 euro, e poi dai commercianti al dettaglio di filati per maglieria e di merceria, che hanno dichiarato redditi per 7.200 euro. Il reddito totale dichiarato è pari a circa 107 miliardi di euro, in linea rispetto all'anno precedente; il reddito medio dichiarato è pari a 30.360 euro per le persone fisiche (+6,2%), a 41.820 euro per le società di persone (+3,7%) e a 33.240 euro per le società di capitali ed enti (+3,9%). All'opposto, come ogni anno, gli studi notarili, in aumento a 285.000 euro, e le farmacie a 121.000 euro.

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