Misero in scena il funerale di Marchionne, ok licenziamento

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Misero in scena il funerale di Marchionne, ok licenziamento

La Cassazione ha detto sì al licenziamento di cinque operai della Fca che nel 2014 simularono il funerale dell'amministratore delegato, Sergio Marchionne, davanti ai cancelli dello stabilimento di Pomigliano. In serata Di Maio lo va a trovare: "Mimmo - spiega - è un mio concittadino che ha perso il lavoro e che oggi ha fatto un gesto disperato".

Di Maio, dopo un incontro privato con i vertici aziendali, ha visitato un paio di hangar dove i dirigenti gli hanno mostrato la produzione attuale delle fusoliere, che ieri hanno raggiunto quota 1500. Ma questa Sentenza, così diretta, avrà di certo ripercussioni, visto che le condizioni di lavoro degli operai alla Fiat, nel corso degli anni, si sono sempre più fatte precarie. Un'operaia in cassa integrazione si era suicidata un paio di settimana prima, un altro operaio suicida aveva lasciato una lettera in cui riconduceva le ragioni della sua scelta alla precarietà lavorativa.

I cinque, ritenendolo responsabile, avevano inscenato con un manichino il suicidio di Marchionne davanti al polo logistico di Nola con tute macchiate di sangue, distribuendo un finto "testamento" dell'ad.

L'episodio per il quale i 5 lavoratori dello stabilimento in provincia di Napoli sono stati licenziati, risale al giugno del 2014: è in quella data che hanno esposto ai cancelli dello stabilimento un fantoccio con le sembianze di Sergio Marchionne. Le principali sigle sindacali si erano dissociate. Il licenziamento dei cinque lavoratori, confermato dal Tribunale di Nola, era stato annullato dalla Corte d'Appello di Napoli, che aveva ordinato il reintegro escludendo la giusta causa. Secondo la Cassazione, però, neppure la satira "può esorbitare la continenza" con l'attribuzione di qualità "disonorevoli", "riferimenti volgari" e "infamanti". La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'azienda, ritenendo "travalicati i limiti della dialettica sindacale": qui allora scatta la follia, come vediamo appena qui sotto.

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