Il Consiglio di Stato blocca la sanzione per i negozi senza Pos

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Il Consiglio di Stato blocca la sanzione per i negozi senza Pos

Il Consiglio di Stato, con decisione n. 1446 del 1° giugno 2018, ha reso parere negativo in merito allo schema di Regolamento sulla definizione delle modalità, dei termini e degli importi delle sanzioni amministrative pecuniarie conseguenti alla mancata accettazione dei pagamenti mediante carte di debito e carte di credito.

Le motivazioni erano già state espresse con il precedente parere n. 1104/2018 dello scorso 23 aprile, quando il Consiglio di Stato aveva sospeso il giudizio sullo schema di regolamento in attesa che il MiSE inviasse una relazione programmatica con soluzioni alternative, per superare i profili di incostituzionalità della legge delega.

A questo punto tutto passa nelle mani del nuovo Esecutivo, che dovrà decidere se e come intervenire. Questo argomenta che "l'assenza di un'esplicita previsione legislativa di taluni parametri necessari per la individuazione degli elementi essenziali ai fini della individuazione della sanzione da irrogare (natura giuridica, entità, competenza alla sua irrogazione, ecc.) ha indotto il Ministero dello sviluppo economico a prospettare come unico riferimento normativo "assimilabile" al rifiuto di accettazione di pagamenti con carte di debito e carte di credito la condotta considerata dall'articolo 693 c.p. e conseguente applicazione, in via estensiva, della sanzione ivi prevista".

In effetti, dati della Banca d'Italia, nel nostro Paese sono circa 2 milioni e mezzo gli apparecchi per l'accettazione dei pagamenti elettronici, contro i 2 milioni e centomila del Regno Unito, il milione e mezzo della Francia e della Spagna ed il milione e centomila della Germania.

La Sezione Consultiva per gli Atti Normativi di Palazzo Spada ha espresso parere contrario a che lo schema di decreto ministeriale sul POS obbligatorio prosegua il suo corso. Infatti le operazioni per terminale sono appena 1.373 ogni anno:a Londra sfiorano le 7mila, a Parigi sono più di 6mila, a Berlino oltre 3mila e in Olanda quasi 14mila.

Nello specifico, la multa è riducibile a un terzo in caso di versamento tempestivo, ma si applica tante volte quanti sono i pagamenti elettronici richiesti dai clienti e rifiutati.

Tuttavia, per il momento, ancora non vengono applicate sanzioni in caso di inadempimento, mancando il decreto attuativo del sistema sanzionatorio.

"L'obiettivo di una efficace lotta al riciclaggio, all'evasione e all'elusione fiscale - da incentivare attraverso la completa perimetrazione del quadro giuridico di riferimento, anche mediante la sua omogeneizzazione - deve, però, necessariamente essere conseguito con l'adozione di provvedimenti rispettosi, sotto l'aspetto formale e sostanziale, dei principi fondamentali dell'ordinamento giuridico".

Un taglio "creativo", secondo il Consiglio di Stato, che non trova riferimenti nella norma madre e che ha contribuito dunque alla bocciatura finale.

Una soluzione ritenuta del CdS troppo creativa e non condivisibile sul versante strettamente giuridico.

Dopo aver ampiamente argomentato le sue considerazioni, il Consiglio di Stato spiega che la legge, nel rimandare ad un regolamento la predisposizione delle sanzioni pecuniarie, non rispetta il "principio costituzionale della riserva di legge".

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