Conte, flat tax sarà progressiva

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Conte, flat tax sarà progressiva

Che la flat tax così come al momento abbozzata sia un buon affare per i redditi più alti lo si è capito già da un po'.

L'imposta sul reddito delle persone fisiche, o Irpef, passerà dalle 5 aliquote attuali a 2 secche, la prima pari al 15 per cento per i redditi fino a 80mila euro e la secondo al 20 per cento per quelli superiori. "Il sistema tributario è informato a criteri di progressività".

Di sicuro ci saranno altri temi discussi in queste settimane, contenuti nel contratto di governo e anticipati ieri da Palazzo Chigi: il superamento del regolamento di Dublino, che riguarda i rifugiati e che in realtà è già in fase di revisione da tempo e sarà oggetto del prossimo Consiglio europeo; ci sarà un focus su semplificazione amministrativa e deburocratizzazione, un passaggio sugli appalti, sulla necessità di farli ripartire, nel segno della legalità e delle regole (il codice introdotto di recente dal precedente governo ha introdotto maggiori controlli, alzato l'asticella della legalità ma anche contribuito a bloccare in modo ulteriore un settore che è depresso economicamente da molti anni).

Non è ancora chiaro, invece, se la riduzione delle imposte dirette per imprese e famiglie sarà finanziato lasciando che scattino gli aumenti dell'Iva, come evocato dal neo ministro dell'Economia Giovanni Tria: in tal caso sarebbe lecito aspettarsi effetti depressivi sui consumi. Marxianamente, che la Flat tax piaccia i ricchi si spiega perfettamente perché sulla carta dovrebbe innescre un meccanismo virtuoso nel rapporto tra produzione e consumo.

A sollevare il problema e criticare i proclami della Lega è stato il deputato PD Luigi Marattin, il quale ha tuonato: "È inconcepibile un livello di ignoranza e approssimazione simile". Sarà questo il motivo per cui la flat tax partirà da 2019 soltanto per le imprese?

Un discreto risparmio ci sarebbe anche per i redditi sopra i 50mila euro, mentre intorno a quota 30mila il vantaggio sarebbe nullo. Metà di questi soldi assenti se li risparmieranno quanti dichiarano oltre 100mila euro l'anno. Una coppia che invece non costituisse una famiglia si vedrebbe applicare l'aliquota del 15 per cento sui rispettivi redditi (poniamo di circa 40mila euro l'uno), pagando in tutto 12 mila euro. La Lega, però, aveva formulato una proposta ancora più estrema, ovvero quella di una flat tax al 15 per cento. Nella dual tax l'imponibile non è singolo, ma familiare. Prendiamo un lavoratore dipendente con 65mila euro di reddito.

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