Com'è andato lo storico incontro tra Trump e Kim Jong-un

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Com'è andato lo storico incontro tra Trump e Kim Jong-un

"Abbiamo avuto un incontro storico, abbiamo deciso di lasciarci il passato alle spalle, abbiamo firmato un documento storico, il mondo vedrà un importante cambiamento" ha detto il leader nordcoreano. Immediata la replica del presidente nordocoreano: "Ci sono stati una serie di problemi, ci sono voluti anni, ma abbiamo superato tutti gli ostacoli e oggi siamo qui". Per il sito Quote investigator, il detto, spesso attribuito infondatamente a George Bernard Shaw, comparve su un magazine di Chicago nel 1903.

Nella conferenza stampa che che si è tenuta dopo il summit, Donald Trump ha definito "storico" l'incontro con Kim e ha parlato di "un messaggio di pace" per l'America, la Corea del Nord e il mondo intero. La stretta di mano, va da sé "storica", è durata, sanciscono i cronometristi dell'ufficialità, 13 secondi: Trump più sorridente, Kim che ha meno l'abitudine a vedere gente, più contratto.

Il vertice con il presidente Kim, ha detto in apertura Trump, sarà "un incredibile successo", aggiungendo di non avere dubbi "sull'incredibile miglioramento che avremo nelle relazioni bilaterali". Il resto lo trovate in cronaca. Il processo di denuclearizzazione della Corea del Nord inizierà "molto velocemente", ha precisato Trump.

Fatto il Vertice, soddisfatto l'ego del presidente e del dittatore, il negoziato può iniziare: su ogive e missili, sanzioni e aiuti, non sul cerimoniale della recita di Singapore. Kim ha anche scherzato: "In molti penseranno di assistere a un film di fantascienza".

Kim Jong-un, dal canto suo, potrà vantarsi di aver sviluppato il programma nucleare (avviato da suo nonno e fondatore della patria) al punto tale da costringere l'onnipotente presidente degli Stati Uniti a incontrarlo e a trattare con lui, e più a lungo termine a sancire la sopravvivenza del suo regime offrendo garanzie di sicurezza "inedite". Prima di siglare l'intesa, il presidente nordcoreano ha fatto controllare la penna da un addetto in guanti bianchi. Poi si è riscattata, andando in avanscoperta a Seul a febbraio, per i Giochi Olimpici che hanno aperto la fase di disgelo.

Si era arrivati alle minacce con Trump che aveva promesso di scatenare "fuoco e furia" nel caso in cui Pyongyang avesse continuato a minacciare gli Stati Uniti. Anche perché era praticamente impossibile cogliere le parole scambiate a quel tavolo, le voci coperte dal disturbo di fondo creato dalle raffiche di scatti dei fotografi presenti. Una possibile rottura americana con i partner europei, infatti, trascende la pura economia internazionale e apre il campo alle speculazioni geopolitiche: secondo Leonhardt, ad esempio, Trump potrebbe avere in mente un "piano segreto per dividere l'Occidente" che porterebbe "gli Stati Uniti in cerca di nuovi alleati in sostituzione di quelli scartati", avvicinando l'America alla Russia, e "intromettendosi nella politica interna di altri paesi per installare nuovi governi che rigettano anche la vecchia alleanza" atlantista. Ma la pace si fa o no?

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