Cancro al seno metastasi spariscono grazie a una nuova cura


Cancro al seno metastasi spariscono grazie a una nuova cura

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Cancro al seno metastasi spariscono grazie a una nuova cura

La scoperta, per la quale il mondo scientifico deve ringraziare Steven Rosenberg, scienziato statunitense del National Institutes of Health di Bethesda, è stata pubblicata sulla rivista scientifica "Natural Medicine". Il gruppo di ricerca di Rosenberg, con la terapia effettuata mediante cellule immunitarie su una paziente in fase avanzata di malattia, ha sconfitto un tumore che risultava incurabile con le terapie convenzionali. Ora lo studio dà una risposta definitiva: "la chemio può essere evitata nel 70% delle pazienti con cancro iniziale, limitandola a quel 30% per il quale porterà beneficio".

La chemioterapia può essere evitata nel 70% dei casi di tumore del seno iniziale, con un test basato su 21 geni. "Infatti, in un periodo di follow-up dello studio di 7,5 anni - aggiunge - si è evidenziato che la sola ormonoterapia non era meno efficace della chemio più ormonoterapia, nelle pazienti con punteggio 11-25, in termini di sopravvivenza e ricomparsa della malattia".

Il tumore al seno metastatico, detto anche carcinoma mammario IV stadio, è un tumore che dalla sua sede primaria - il seno - si è diffuso in altre parti del corpo distanti, attraverso le vie linfatiche e i vasi sanguigni. A questo punto gli esperti selezionano solo le cellule difensive che sono in grado di combattere il tumore. "Questi nuovi trattamenti che addestrano il sistema immunitario del paziente a imparare a riconoscere e uccidere le cellule cancerose funzionano soprattutto nei tumori che accumulano molte mutazioni genetiche in breve tempo, come il melanoma ei tumori polmonari causati dal tabacco" - si legge sul sito dello Sportello dei diritti guidato da Giovanni D'Agata, che è stato uno dei primi (insieme all'Ansa) a diffondere la notizia anche nel Salento.

Oggi sappiamo che il cancro riesce in qualche modo ad aggirare il nostro sistema immunitario, spegnendo i segnali di allarme che ci occorrerebbero per combatterlo e star meglio. "Questa ricerca è sperimentale in questo momento, ma poiché questo nuovo approccio all'immunoterapia dipende dalle mutazioni, non dal tipo di cancro, è in un certo senso un progetto che possiamo usare per molti tipi di tumore".

Lo scetticismo degli oncologi italiani. Lo studio in questo caso si è avvalso di un campione di 1.752 pazienti operate al seno. Il numero è esiguo e su altri pazienti, da quello che mi risulta, non si è riusciti a ottenere nulla.

Si chiama OncotypeDX ed è un test genomico.

"Poter evitare la chemioterapia significa, infatti - rileva Cognetti - meno tossicità, meno effetti collaterali, maggiore salvaguarda della fertilità. E' ironico che proprio le mutazioni che causano il cancro possono rivelarsi il bersaglio migliore per curarlo".

Il nuovo studio è stato pubblicato sul Nature Medicine, è costituisce un approccio terapeutico sostanzialmente nuovo e senza precedenti.

Si sta lavorando tanto anche sulla terapia genica. "Nel Piacentino potrebbe riguardare circa 80-90 pazienti - ha spiegato il primario Cavanna -".

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