Bilderberg, meeting a Torino: ci sono anche Lilli Gruber e John Elkann

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Bilderberg, meeting a Torino: ci sono anche Lilli Gruber e John Elkann

GLI ITALIANI Tra gli italiani John Elkann, il presidente di Fca e di Exor che da torinese fa gli onori di casa; con lui il direttore generale di Banca d'Italia Salvatore Rossi, il segretario di Stato Vaticano, cardinale Pietro Parolin, la giornalista de La7 Lilli Gruber, il direttore di Limes Lucio Caracciolo, il ceo di Vodafone Vittorio Colao e gli accademici Alberto Alesina (Harvard), Elena Cattaneo (Università di Milano) e Marina Mazzuccato (Londra). Il Bilderberg è un club fondato da Rockfeller nel lontano 1954, e il meeting è a porte chiuse, senza la presenza dei media. "Una discussione aperta su questioni di reciproco interesse, un forum per discussioni informali e pronte per l'uso", spiega un portavoce nelle stesse ore in cui i partecipanti al summit stanno arrivando a Torino, dove stasera è in programma la cena inaugurale del 66esimo meeting. Così descriveva alcuni anni fa il gruppo Bilderberg Daniel Estulin, affermato giornalista investigativo lituano ma spagnolo d'adozione, figlio di un dissidente russo finito imprigionato e torturato da agenti del KGB, cui si devono le rivelazioni su alcune delle realtà più inquietanti che agiscono nell'ombra e influenzano le politiche internazionali, dal Club Bilderberg all'Istituto Tavistock. Una regola secondo la quale i partecipanti sono liberi di utilizzare le informazioni ricevute durante la 4-giorni di meeting, e quindi anche di divulgare a propria discrezione, ma è tassativamente vietato rivelare l'identità del relatore. Al primo posto il populismo in Europa, seguono la sfida della disparità, il futuro del lavoro, l'intelligenza artificiale. "Una domanda che mi pongo tra le tante è proprio questa". Non vi è alcun risultato auspicato, non vengono presi verbali e non viene scritta alcuna relazione. Tra i temi anche il computer quantistico, Arabia Saudita e Iran, il mondo 'post-verità' e eventi attuali. Inoltre, non vengono proposte deliberazioni, non si procede a votazioni e non si rilasciano dichiarazioni programmatiche.

Ovviamente viene da chiedersi: chi paga? Come sottolineato da Il Giornale, il regolamento prevede che le spese per l'organizzazione dell'evento sono responsabilità dei membri del comitato direttivo del Paese ospitante. Per Soros si può.

Ma non solo: il Bilderberg porta con sé una moltitudine di movimenti anarchici e antagonisti, che non perderanno tempo per mettere a ferro e a fuoco il capoluogo piemontese per manifestare contro questi esponenti delle élites. "Questo per me è inaccettabile".

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