Tumore al polmone: presto la terapia chemio-free

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Tumore al polmone: presto la terapia chemio-free

Secondo una squadra di esperti internazionali, le foglie di tè avrebbero la capacità di uccidere fino all'80% delle cellule malate del tumore ai polmoni. Parliamo di qualcosa di rivoluzionario, dove agendo direttamente sul sistema immunitario lo si addestra e fortifica con lo scopo di combattere il cancro, combinando metodi ad hoc per i pazienti.

E' questo lo scenario delineato dagli oncologi in occasione della presentazione del nuovo test Tmb (Tumor mutational burden) in grado di fotografare in modo completo le alterazioni molecolari del tumore analizzando fino a 500 geni e, sulla base di ciò, aprire la strada alla migliore immunoterapia per quel singolo paziente. I pazienti, infatti, non solo rischiano la vita ogni giorno a causa della patologia che li ha colpiti ma si vedono costretti a eseguire cure - come la chemioterapia - che hanno effetti devastanti sul corpo.

Questi punti quantici ottenuti però hanno davvero grandi potenzialità, hanno uno spessore inferiore ai 10 nanometri e, in base ai risultati pubblicati sulla rivista Applied Nano Materials, gli studiosi sono molto fiduciosi. Tra questi il melanoma, i tumori del tratto gastrointestinale, quelli della vescica e, ovviamente, del polmone. Negli anni si è potuto stabilire come l'immunoterapia sia altamente efficace nei tumori che hanno un'elevata possibilità di mutazione. La validità di questo nuovo test biomarcatore è stata dimostrata nello studio di fase III CheckMate-227: "I risultati positivi dello studio stabiliscono il potenziale di TMB come importante biomarcatore predittivo per la selezione dei pazienti candidabili al trattamento di combinazione con due molecole immunoterapiche, nivolumab e ipilimumab, nel tumore del polmone non a piccole cellule avanzato", afferma Federico Cappuzzo, Direttore Dipartimento Oncoematologia dell'Ausl Romagna.

Le nanoparticelle delle foglie di tè così benefiche sono state trattate con due composti, il solfato di cadmio e il solfuro di sodio. Abbiamo la "concreta possibilità di abbandonare la chemioterapia nel trattamento di molte persone, pari a circa il 40%, colpite da questa neoplasia in fase avanzata".

Riscontri positivi sull' immunoterapia di precisione giungono anche da un altro studio appena pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Infatti, è proprio del 40% la media di pazienti con tumore al polmone che presenta anche un alto grado di mutazioni geniche, condizione che rende appunto particolarmente efficaci i farmaci immunoterapici. "In questa direzione, TMB si sta rivelando un biomarcatore molecolare 'solido', cioè analizzabile in maniera univoca, e per questo è particolarmente affidabile", ha dichiarato Michele Maio, direttore del Centro di Immunoncologia e dell'Unità Operativa Immunoterapia Oncologica dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Senese.

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