Roma: "Salviamo la Casa Internazionale delle Donne"

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Roma:

Una minaccia che appare oggi particolarmente incombente, alla luce del documento presentato qualche giorno fa da Gemma Guerrini, presidente della Commissione delle Elette del Comune di Roma, e firmato da 6 consigliere su 25 in cui il progetto della Casa viene di fatto dichiarato fallito.

La mozione è stata approvata dalla maggioranza pentastellata con 27 favorevoli e 2 contrari, nonostante la protesta delle attiviste in Campidoglio. "Abbiamo già risposto, contestando le affermazioni inesatte e pretestuose della relazione Guerrini, e abbiamo più volte sollecitato la riapertura del Tavolo di trattativa con la Giunta che è stato inspiegabilmente sospeso da quattro mesi", continuano.

La mozione portata in Aula dal M5S prevede l'impegno per la sindaca Virginia Raggi e la Giunta a 'riallineare e a promuovere il Progetto Casa internazionale della donna alle moderne esigenze dell'amministrazione e della cittadinanza, attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitole e prevedendo con appositi bandi il coinvolgimento delle associazioni'.

"Giù le mani dalla Casa", "La Casa non si tocca", e poi via con lunghi cori di "buh" e "vergogna". Pd e Fdi hanno cercato di raggiungere una mediazione con la maggioranza chiedendo che una esponente della Casa intervenisse a rispondere alle critiche di Guerrini, e questo voto venisse aggiornato a martedì, visto che per lunedì 31 è previsto in Campidoglio l'incontro delle associazioni femministe con la Giunta, nella quale le associazioni porteranno documentazione atta a smontare la relazione negativa sull'esperienza elaborata da Guerrini in commissione Pari Opportunità. L'attacco ai luoghi delle donne da parte di questa Amministrazione è intollerabile e pericoloso. Il rischio è che la mozione venga ora votata e approvata, riferisce Francesca Koch, tra le componenti del consiglio direttivo della Casa, una struttura che da oltre trent'anni, rappresenta un patrimonio della capitale e centro propulsore di servizi sociali e culturali riconosciuti a livello nazionale e internazionale. Basta all'inerzia, alla negligenza e all'incuria perché il debito più grande verso la città è stato maturato da chi in questi decenni la città l'ha governata. Rivolgendosi alla 'platea' in protesta: "Avete paura della verità".

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