Robotica: arriva "Hannes", la mano che restituisce il 90% delle funzionalità


Robotica: arriva "Hannes", la mano che restituisce il 90% delle funzionalità

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Robotica: arriva

Tra le caratteristiche principali ci sono una maggiore durata della batteria, una migliore capacità e performance di presa, il costo ridotto di circa il 30% rispetto ai dispositivi attualmente in commercio. E' la nuova mano protesica di derivazione robotica sviluppata in Italia da "Rehab Technologies", il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra l'Inail e l'Istituto italiano di tecnologia (Iit). La mano robotica, che senza necessita' di intervento chirurgico permetterà di restituire alle persone con amputazione dell'arto gran parte della funzionalità perduta, èstata presentata questa mattina a Roma, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso il Parlamentino Inail.

Si chiama "Hannes", sarà disponibile a partire dal 2019 e consentirà ai pazienti di recuperare circa il 90% delle funzionalità. La sua peculiarità risiede nella parte meccanica, che è unica nel suo genere e conferisce alla mano poliarticolata versatilità e naturalezza nel movimento, elementi che la caratterizzano insieme alla resistenza dei materiali e alla semplicità d'uso. Il tutto utilizzando un singolo motore, con una batteria che copre una giornata intera di utilizzo. Le dita si piegano e possono assumere una postura naturale anche a riposo.

I principi osservato sono il pinch grasp, la possibilità di afferrare tra pollice e indice oggetti piccoli, power gasp per una presa fino a 15 chilogrammi e lateral grip per gli oggetti sottili. "Il sistema comprende, inoltre, un polso che puo' piegarsi in cinque posizioni e attuare la prono-supinazione attiva, permettendone il movimento rotatorio in entrambe le direzioni". "Siamo partiti dal robot umanoide realizzato dall'IIT nel 2012 che è stata la nostra palestra per sviluppare una serie di componenti che mettessero la persona al centro".

"Si adatta perfettamente all'oggetto che io cerco di afferrare, è questa la principale differenza rispetto a tutte le altre protesi" - ha spiegato Marco Zambelli, paziente del Centro Protesi che ha testato per primo la nuova mano robotica.

Come funzionaHannes ha un sistema di controllo mioelettrico, sfrutta quindi gli impulsi elettrici della contrazione dei muscoli di ciò che rimane dell'arto, rilevati da sensori appositi ed elaborati da un'intelligenza artificiale. Una tecnologia che consente ai pazienti di comandare la mano semplicemente pensando ai movimenti naturali e senza la necessità di alcun trattamento chirurgico invasivo. La personalizzazione della mano è garantita da un software che, via Bluetooth, permette di calibrare i parametri in base alle esigenze del paziente. Zambelli, 64 anni, di Sant'Agata Bolognese, era un metalmeccanico ed è stato costretto ad amputare la mano destra all'età di 16 anni a causa di un incidente sul lavoro. "Sono stato inserito nel progetto di ricerca nel 2014 ed è stato molto bello assistere a gran parte del processo di realizzazione".

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