Riabilitazione di Berlusconi: per il Tribunale "nessuna segnalazione negativa"


Riabilitazione di Berlusconi: per il Tribunale "nessuna segnalazione negativa"

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Riabilitazione di Berlusconi: per il Tribunale

La procura di Milano ha deciso di non opporsi alla riabilitazione concessa dal Tribunale di sorveglianza a Silvio Berlusconi. È quanto trapela dagli uffici di Roberto D'Alfonso. La procura generale avrebbe avuto quindici giorni di tempo da venerdì scorso, per ricorrere in appello.

In particolare si attesta "un comportamento totalmente privo di segnalazioni rilevanti in termini negativi, che dunque portano a ritenere sussistente il requisito della regolarità della condotta". La riabilitazione, che era comunque già esecutiva nei suoi effetti a prescindere da un eventuale ricorso, cancella tutti gli effetti della condanna che Berlusconi aveva subito nel processo sulla compravendita dei diritti televisivi, compresa l'incandidabilità prevista dalla legge Severino. Per i giudici le "pendenze" penali (quelle relative ai processi per corruzione giudiziaria che discendono dal caso Ruby) poi non sono "di per sé ostacolo". Si guarda alla pena scontata, ma non alle pesanti dichiarazioni di disprezzo che il pregiudicato ha rivolto in questi anni alla magistratura, a cui ha sempre negato il rispetto dell'imparzialità quando lo ha condannato ("sentenze ad orologeria", "toghe rosse", "uso politico della legge"...), arrivando persino a qualificarla - mentre scontava la pena - come "plotone di esecuzione". Solo due denunce del 2013 per diffamazione e "reati di scambio elettorale e truffa", entrambe archiviate.

I pg, dopo aver vagliato anche le informative, hanno ritenuto che i giudici hanno seguito la giurisprudenza consolidata e che il provvedimento non presenta vizi di legittimità e non c'erano spazi di impugnazione. Il leader di Forza Italia, che è alla sua prima uscita pubblica dopo la riabilitazione da parte del tribunale di Milano, non si è fermato a rispondere alle domande dei giornalisti.

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